Appalti pubblici UE, fondi a imprese turche e iraniane.
La gestione dei fondi europei per gli appalti pubblici torna sotto i riflettori dell’eurodeputata Virginie Joron (PfE), firmataria di un atto ispettivo mirato a far luce sullo stanziamento di fondi pubblici ad aziende di Paesi terzi, tra cui Turchia, Cina e Iran, in settori strategici come la fornitura di tubature e infrastrutture idriche.
“Mentre i cittadini faticano ad accettare che le loro tasse finanzino autostrade gratuite in Polonia, treni in Spagna o l’assunzione di educatrici in Romania, risulta ancor più controverso che appalti in Paesi membri come Spagna, Romania e Grecia vengano aggiudicati o subappaltati a società di Stati che non garantiscono reciprocità e non aderiscono all’Accordo sugli appalti pubblici (GPA) dell’Organizzazione mondiale del commercio”.
La Commissione, attraverso la risposta del vicepresidente Stéphane Séjourné, ha ricordato che l’accesso delle imprese extra-UE al mercato europeo è consentito solo se coperto da accordi internazionali come il GPA o accordi bilaterali di libero scambio. Nei casi in cui tali accordi non esistano, spetta alle autorità nazionali decidere se ammettere o escludere le aziende straniere, una prassi già confermata dalla Corte di giustizia dell’UE.
Per garantire trasparenza, Bruxelles segnala l’esistenza di uno strumento dedicato – il Procurement for Buyers Tool, accessibile tramite la banca dati Access2Market – che consente alle stazioni appaltanti di verificare quali fornitori siano ammissibili nelle gare pubbliche.
La Commissione ricorda inoltre che gli Stati membri che utilizzano fondi di coesione sono tenuti a rispettare le regole sugli appalti pubblici dell’UE, pur mantenendo margini di discrezionalità nell’ammissione di imprese provenienti da Paesi non coperti da accordi internazionali.
Infine, Bruxelles ha annunciato una revisione delle direttive europee sugli appalti del 2014, nell’ambito delle linee guida politiche 2024-2029. L’attuale fase di valutazione servirà a verificare se le norme vigenti funzionino come previsto e a definire eventuali correttivi, inclusi quelli legati alla partecipazione internazionale.
foto Copyright European Union 2021/Marc Dossmann
