Appalti pubblici: le soglie UE vincolate dagli accordi WTO.
L’Unione Europea non può modificare unilateralmente le soglie di valore oltre le quali è obbligatorio mettere a gara pubblica gli appalti, poiché tali limiti sono fissati anche nel quadro degli impegni internazionali assunti dall’UE nell’ambito dell’Accordo sugli Appalti Pubblici (GPA) dell’Organizzazione Mondiale del Commercio (OMC). Lo ha ribadito la Commissione europea in risposta a un’interrogazione scritta dell’eurodeputato Per Clausen (The Left), che chiedeva chiarimenti sulla presunta rigidità delle attuali soglie e sugli oneri amministrativi che ne derivano.
“La Commissione conferma che le soglie riflettono impegni internazionali negoziati dall’UE con partner commerciali, in un contesto di reciprocità”, si legge nella risposta dell’Esecutivo europeo. Queste soglie variano dagli 143.000 euro per la maggior parte delle forniture e dei servizi affidati dalle autorità centrali, ai 221.000 euro per le stazioni appaltanti subcentrali, fino a oltre 5,5 milioni di euro per i contratti di lavori pubblici e concessioni.
Nonostante i vincoli esterni, Bruxelles apre alla possibilità di revisione: nell’ambito della prossima riforma del quadro normativo sugli appalti pubblici, sarà condotta una valutazione d’impatto, che includerà anche l’analisi dei costi amministrativi legati alle soglie attuali. Tuttavia, eventuali modifiche richiederebbero una revisione coordinata a livello internazionale, in sede OMC.
