10 Luglio 2026
Europa

Appalti pubblici: Bruxelles finanzia un’azienda condannata per dumping.

Il paradosso europeo porta il nome di Electrosteel. L’azienda indiana, leader del mercato francese delle tubature, è stata sanzionata dalla Commissione europea nel novembre 2023 con dazi antidumping e antisovvenzioni del 16%. Il motivo? Sussidi statali del 6% ricevuti in patria e gravi irregolarità nella dichiarazione del peso delle merci, fondamentali per calcolare correttamente i margini di dumping.

Eppure, nonostante le accuse e le penalità, i tubi di Electrosteel hanno trovato spazio in un progetto da 8 milioni di euro realizzato nel dipartimento francese di Isère, e cofinanziato da Bruxelles e dalla Regione Alvernia-Rodano-Alpi. Una contraddizione sollevata dall’eurodeputata Virginie Joron (Patriotes pour l’Europe), interrogatasi sulle probabilità per una azienda extracomunitaria, già condannata per dumping e sospettata di frode, di ricevere finanziamenti europei.

Secondo Joron, l’azienda avrebbe evaso per anni i dazi europei sottostimando il peso delle proprie esportazioni. “La Commissione, pur avendo accertato l’inganno, ha scelto di non indagare retroattivamente né di recuperare i dazi non riscossi dal 2016 in poi. Perché?”, si legge nel testo dell’interrogazione dell’eurodeputata.

“Perché permettere che il denaro europeo finisca a un’azienda che ha già dimostrato pratiche sleali di mercato? Infine, perché le normative comunitarie non prevedono automaticamente l’esclusione dalle gare d’appalto per le imprese straniere riconosciute colpevoli di dumping o frodi?”, ha aggiunto l’esponente dei Patrioti per l’Europa.

Nella replica del vicepresidente della Commissione europea, Maroš Šefčovič, ha dichiarato che la società indiana è stata effettivamente sanzionata con dazi più alti, dopo aver scoperto la presentazione di dati falsi. Quanto alle gare pubbliche, spiega il membro dell’Esecutivo europeo, “la normativa UE consente di escludere gli operatori in caso di frode, ma non in caso di dumping, se non per offerte “ troppo basse”. In assenza di regole specifiche, la decisione finale spetta alle singole autorità di gara”.

La questione politica, lontano dalle “rassicurazioni” della Commissione, però, solleva un tema più ampio: l’Europa pretende trasparenza e correttezza dalle imprese europee, ma sembra indulgente verso fornitori extra-UE che abbiano già ricevuto sanzioni. Il rischio è che i fondi pubblici europei finiscano, direttamente o indirettamente, a sostenere attori economici che minano la concorrenza e mettono in ginocchio le aziende comunitarie.

foto Alain Rolland Copyright: © European Union 2024 – Source : EP