7 Marzo 2026
Europa

Appalti della difesa: a Bruxelles si discute sugli aiuti europei e la corruzione in Ucraina.

Dall’inizio della guerra del 2022 in Ucraina, Stati Uniti e Unione europea hanno mobilitato risorse senza precedenti a sostegno di Kiev. Washington ha fornito aiuti militari per circa 66,9 miliardi di euro, mentre il cosiddetto “Team Europe” ha superato quota 130 miliardi tra assistenza finanziaria, umanitaria e militare. Parallelamente, però, una serie di scandali interni al governo ucraino ha riacceso i timori sulla tenuta dello Stato di diritto e sulla gestione trasparente dei fondi.

Negli ultimi mesi si sono susseguite notizie di irregolarità nel settore della difesa e degli appalti pubblici: dalle dimissioni del ministro dell’Energia Herman Halushchenko alla rimozione di Svitlana Hrynchuk, fino alle accuse di abuso di potere rivolte al ministro della Difesa Rustem Umerov. Episodi che, secondo diversi osservatori, rivelano carenze nei meccanismi di controllo, catene decisionali poco chiare e un sistema di vigilanza ancora fragile. Senza contare l’imbarazzante tentativo di Zelenskyy di sopprimere le princiali agenzie anticorruzione del Paese finito, dietro le proteste internazionali, in un nulla di fatto.

Su questo sfondo l’eurodeputato Emmanouil Fragkos ha chiesto alla Commissione europea di fare chiarezza: “Quale quota degli aiuti UE – chiede – potrebbe essere finita in circuiti opachi? Quali misure intende adottare Bruxelles per evitare che un solo euro dei contribuenti europei alimenti la corruzione? Sono previsti controlli più stringenti e vincolanti sugli appalti finanziati dall’Unione?”.

La risposta di Bruxelles.

Nella replica la Commissione ha affermato di seguire da vicino le indagini sulle presunte irregolarità in Ucraina, sottolineando però che non esistono casi confermati di uso improprio dei fondi europei. Anzi, il fatto che emergano procedimenti giudiziari – sostiene l’esecutivo – dimostrerebbe che le istituzioni anticorruzione ucraine stanno iniziando a funzionare.

I finanziamenti dell’UE arrivano a Kiev attraverso tre canali principali: la Ukraine Facility, il meccanismo di accelerazione delle entrate straordinarie e la European Peace Facility. Ogni esborso di bilancio è subordinato al rispetto di condizioni precise, che includono salvaguardie contro la corruzione e l’obbligo di un utilizzo corretto delle risorse.

Bruxelles ricorda inoltre che tutti i fondi sono soggetti a misure antifrode e a controlli da parte degli organismi europei: l’Ufficio europeo per la lotta antifrode (OLAF), la Procura europea e la Corte dei conti possono effettuare verifiche tecniche e finanziarie e chiedere azioni correttive in caso di anomalie.

Per quanto riguarda la Ukraine Facility, è stato istituito un Audit Board indipendente con funzioni di supervisione, in particolare sugli appalti pubblici. Nel quadro dei negoziati di adesione, Kiev si è inoltre impegnata ad allinearsi all’acquis europeo in materia di procurement, sistemi di audit e controllo, compresi gli acquisti nel settore della difesa.

foto Fred Marvaux Copyright: © European Union 2025 – Source : EP