9 Agosto 2026
Sardegna

Antitrust, un anno da record: sanzioni per 1,4 miliardi di euro

Il 2025 è stato un anno di svolta per l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato. Il presidente Roberto Rustichelli ha tracciato un bilancio netto: 21 procedimenti istruttori conclusi in materia di concorrenza, sanzioni comminate per 1,4 miliardi di euro e tre grandi operazioni sui mercati digitali che hanno fatto notizia.

Il caso più eclatante riguarda le compagnie petrolifere, colpite da una multa da 936 milioni di euro per coordinamento collusivo sul prezzo dei carburanti, nel mirino la cosiddetta “componente bio”. Seguono la sanzione da 100 milioni ad Apple per l’App Tracking Transparency e le misure cautelari contro Meta, per aver ostacolato l’accesso a WhatsApp da parte dei concorrenti nel settore dei chatbot di intelligenza artificiale.

Consumatori più tutelati, ma le pratiche scorrette non si fermano.

Sul fronte della tutela dei consumatori, il quadro è altrettanto denso: 70 istruttorie chiuse, 70 milioni di euro di sanzioni e altri 31 casi risolti attraverso la moral suasion, lo strumento con cui l’Autorità ottiene la rimozione spontanea delle condotte illecite senza arrivare alla sanzione formale.

I fenomeni più monitorati nell’anno? Il teleselling aggressivo, il greenwashing, anche nel lusso e nel fast fashion, e l’influencer marketing. Un segnale chiaro di come le pratiche scorrette si stiano spostando sempre più verso i canali digitali e le nuove forme di comunicazione commerciale.

Sette anni di attività: 4,5 miliardi di sanzioni, 9 miliardi di benefici.

A guardare il periodo 2019-2025 nel suo insieme, i numeri diventano ancora più significativi. L’Autorità ha condotto 125 istruttorie antitrust, 611 procedimenti a tutela del consumatore e 586 interventi di advocacy. Le sanzioni totali hanno raggiunto i 4,5 miliardi di euro, di cui circa 4 miliardi per violazioni antitrust e 500 milioni per pratiche scorrette verso i consumatori.

Secondo la metodologia dell’OCSE, l’attività dell’Autorità ha generato benefici per imprese e consumatori pari a 9 miliardi di euro. E oltre 2 milioni di cittadini hanno ricevuto ristori monetari per un totale di 208 milioni di euro.

Un altro dato colpisce: la fiducia dei cittadini verso l’istituzione è cresciuta in modo costante. Nel 2025 sono arrivate oltre 35.000 segnalazioni, con un aumento medio annuo del 20% e un incremento complessivo superiore al 150% rispetto alle 13.723 del 2019. In sette anni, l’Autorità ha esaminato più di 172.000 segnalazioni.

Cresce anche l’interesse delle imprese per il rating di legalità. Nel 2025 sono stati conclusi 9.300 procedimenti , più del doppio rispetto ai 4.107 del 2019 , e le aziende titolari di rating hanno superato quota 16.500, contro le 7.306 di sei anni fa. L’Autorità ha recentemente aggiornato il regolamento dello strumento, puntando su tre principi guida: semplificazione, trasparenza e cooperazione istituzionale, rafforzata anche grazie ai protocolli con la Guardia di Finanza e l’Arma dei Carabinieri.

A chiudere il cerchio, i dati sulla tenuta giudiziaria dei provvedimenti. Tra il 2019 e il 2025, la percentuale di conferme da parte del TAR Lazio è salita dall’88% al 96%; quella del Consiglio di Stato dal 68% all’83%. Un risultato che Rustichelli attribuisce alla “solidità degli impianti probatori e al rispetto rigoroso del principio del contraddittorio”.

Sullo sfondo, una riflessione di più ampio respiro. Pandemia, guerra in Ucraina, tensioni nel Golfo Persico, dazi: gli anni tra il 2019 e il 2025 hanno rimescolato le carte dell’economia globale. In questo scenario, secondo Rustichelli, “la concorrenza resta il motore della competitività europea ma va ripensata. Non abbandonata, bensì aggiornata per dialogare con le nuove esigenze di sicurezza economica, autonomia strategica e sostenibilità”.

Foto G. Masi