Antitrust su Booking.com: strutture in vetrina per chi paga di più, non per chi vale di più
Quando un utente cerca un hotel su Booking.com e vede campeggiare il badge “Partner Preferito”, è portato a credere di avere davanti a sé una struttura selezionata per la qualità dei servizi e il buon rapporto qualità-prezzo. Ma le cose potrebbero stare diversamente. È questa, in sintesi, la tesi dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, che ha avviato un’istruttoria formale nei confronti di Booking.com B.V., Booking.com International B.V. e Booking.com (Italia) S.r.l. per presunte pratiche commerciali scorrette.
Il meccanismo sotto accusa.
Al centro dell’indagine c’è il funzionamento dei programmi “Partner Preferiti” e “Partner Preferiti Plus”: i due circoli esclusivi con cui la piattaforma olandese premia alcune strutture ricettive, garantendo loro un posizionamento privilegiato nei risultati di ricerca, una maggiore visibilità grafica e una serie di etichette promozionali pensate per rassicurare il viaggiatore sulla qualità e sulla convenienza dell’offerta.
Il problema, secondo l’Antitrust, è che il criterio di selezione reale avrebbe poco a che fare con la qualità. Le strutture finirebbero in vetrina non tanto perché offrano un servizio eccellente, ma perché riconoscono a Booking.com commissioni più elevate. In altri termini: più paghi la piattaforma, più vieni messo in mostra, indipendentemente da ciò che offri al cliente finale.
Il danno per i consumatori.
Le conseguenze di questo meccanismo, se confermato, sarebbero tutt’altro che trascurabili. I consumatori potrebbero trovarsi a scegliere una struttura convinti di star puntando sulla migliore opzione disponibile nella propria fascia di prezzo, quando in realtà starebbero premiando chi ha investito di più in commissioni. Il risultato pratico? Finire per prenotare, in media, sistemazioni più costose rispetto a quelle che avrebbero scelto con informazioni corrette e trasparenti.
Codici: “Bene l’Antitrust, avanti con la trasparenza”.
L’associazione per la difesa dei consumatori Codici accoglie con favore l’apertura dell’istruttoria e rilancia, chiedendo piena trasparenza alla piattaforma. “Da mesi raccogliamo le segnalazioni di consumatori che lamentano problemi con la prenotazione su Booking.com”, dichiara Ivano Giacomelli, Segretario Nazionale di Codici, precisando che in diversi casi l’associazione è riuscita a ottenere rimborsi per i propri assistiti.
I disservizi più segnalati spaziano dall’improvvisa indisponibilità della struttura prenotata alle difficoltà nel ricevere assistenza dal servizio clienti. Ma l’istruttoria dell’Antitrust, sottolinea Giacomelli, porta alla luce un problema ulteriore e più strutturale: quello della logica che governa i risultati di ricerca. “È giusto fare chiarezza su questo aspetto, conclude Giacomelli, per mettere i consumatori nelle condizioni di scegliere in maniera corretta e consapevole”.
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