Anno europeo della gioventù: arriva il sì del Parlamento europeo.

Il Parlamento europeo, con una decisione votata da 604 eurodeputati, ha confermato la decisione di organizzare in tutti i Paesi UE attività e iniziative incentrate sui giovani e per i giovani durante l’ormai noto “Anno europeo della gioventù 2022”.

Annualità che, nelle ambizioni delle istituzioni europee, sarà incentrata sul “ripristino di prospettive positive per i giovani europei e sull’inclusione della priorità ‘giovani’ nei settori politici pertinenti dell’UE e a tutti i livelli del processo decisionale dell’Unione”.

L’Anno europeo della gioventù punterà, in particolare, a coinvolgere i giovani nei processi di consultazione chiave come la Conferenza sul futuro dell’Europa – iniziativa dimostratasi fallimentare – e in altre politiche a livello europeo, nazionale e locale – che si spera possano avere maggior fortuna -. Le attività dell’Anno europeo della gioventù, spiegano dall’Eurocamera, saranno organizzate da coordinatori nazionali in ogni Paese UE, insieme alla Commissione europea e alle organizzazioni della società civile, e saranno supervisionate dal Parlamento europeo. Nel merito delle iniziative, i deputati hanno negoziato con successo l’obbligo di coinvolgere i giovani e le organizzazioni giovanili, a livello nazionale e comunitario, nella fase di pianificazione delle attività. In Italia, le attività saranno pianificate e coordinate dal Dipartimento per le politiche giovanili e il servizio civile universale della Presidenza del Consiglio dei Ministri…di meglio non si poteva fare!

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L’Anno europeo della gioventù, ancora, includerà conferenze e iniziative per promuovere la partecipazione dei giovani al processo decisionale, oltre a campagne di sensibilizzazione per un’Unione più inclusiva, verde e digitale e a studi e ricerche sulla situazione dei giovani nell’UE. Premesse, probabilmente, che preludono alla riproposizione di una programmazione di interventi autoreferenziali e inaccessibili per i giovani, come già riscontrato, giusto per citare una recente iniziativa europea, nell’ultima call pubblicata dalla Dg Regio per promuovere la partecipazione dei giovani a una transizione giusta dove, per l’ennesima volta, si prevede di finanziare una sola iniziativa a livello europeo, con buona pace dell’accessibilità per i giovani. Dettagli, forse di poco conto, per i burocrati europei.

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Prima del voto, la relatrice Sabine Verheyen (PPE) ha dichiarato che “è arrivato il momento di mettere i giovani in primo piano” ma, memori degli insuccessi delle precedenti pianificazioni per i giovani ‘calate dall’alto’, solo una programmazione accessibile e non mediata da Agenzie “che strappano lungo i bordi” potrà portare un vero cambiamento per i giovani nei vari territori europei. In alternativa, con molta probabilità, cambierà ben poco rispetto a quanto già visto in anni altrettanto bui per i non più giovani. Vedi la famosa, e ormai dimenticata, crisi del 2008.

foto Laurie Dieffembacq © European Union 2020 – Source : EP