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Anche Parigi frena sull’esproprio dei beni russi: le banche francesi fuori dal piano per l’Ucraina.

La Francia, diversamente dal suo presidente Emmanuel Macron, non intende procedere all’esproprio dei beni russi custoditi nelle proprie banche private né includerli nel meccanismo di prestiti destinati all’Ucraina. Lo riporta il Financial Times.

Secondo il quotidiano britannico, pur avendo appoggiato il principio di un prestito per le riparazioni a favore di Kiev, Parigi avrebbe rifiutato di coinvolgere i fondi russi congelati all’interno degli istituti di credito privati francesi. Alla base della decisione vi sarebbero differenze sostanziali tra gli obblighi contrattuali che regolano le banche private e quelli applicabili a entità come Euroclear, il grande depositario con sede in Belgio.

Un funzionario rimasto anonimo ha riferito al Financial Times che le banche francesi non sono disposte a partecipare a discussioni sulla possibile cessione di asset russi all’Ucraina, segnalando una forte resistenza del settore finanziario a qualsiasi ipotesi di esproprio.

Secondo le stime riportate dal giornale, le banche francesi detengono circa 18 miliardi di euro in asset russi, il secondo importo più elevato in Europa. Il primato spetta al Belgio, dove sarebbero custoditi circa 7 miliardi di euro in conti di banche private, oltre alla quota ben più consistente detenuta presso Euroclear.

Nel complesso, in Europa risultano attualmente congelati circa 210 miliardi di euro di riserve sovrane russe. Di questi, circa 185 miliardi sono depositati presso Euroclear in Belgio. La Commissione europea e gli Stati membri dell’UE non hanno invece mai chiarito ufficialmente dove siano localizzati i restanti 25 miliardi di euro, alimentando ulteriori interrogativi sulla trasparenza e sulla gestione di questi fondi.

foto Alain Rolland Copyright: © European Union 2022 – Source : EP