17 Luglio 2026
Politica

Anche la Corte dei conti UE critica il Superbonus italiano: “Utilizzo inefficiente delle risorse europee”

I finanziamenti europei destinati alla riqualificazione energetica delle abitazioni private hanno prodotto risultati inferiori alle attese. È quanto emerge da una relazione della Corte dei conti europea, secondo cui i 43 miliardi di euro stanziati attraverso il Dispositivo per la ripresa e la resilienza (RRF) sono stati impiegati prevalentemente per interventi di facile realizzazione, anziché per le ristrutturazioni più profonde, in grado di garantire maggiori risparmi energetici nel lungo periodo.

Secondo i revisori europei, nella maggior parte degli Stati membri i criteri di selezione dei progetti non hanno privilegiato quelli con il maggiore impatto in termini di efficienza energetica. Di conseguenza, le risorse sarebbero state utilizzate soprattutto per accelerare la spesa, piuttosto che per massimizzare i benefici sul fronte della riduzione dei consumi e delle emissioni.

La Corte sottolinea che gli interventi di media entità rischiano di rallentare ulteriori miglioramenti dell’efficienza energetica degli edifici, rendendo in futuro più complessi e costosi lavori di riqualificazione più incisivi. Tra gli interventi più finanziati figurano la sostituzione degli infissi e l’installazione di impianti fotovoltaici, mentre risultano meno diffusi i progetti di ristrutturazione “profonda”, considerati fondamentali per raggiungere gli obiettivi climatici dell’Unione europea.

Un altro elemento critico riguarda il monitoraggio dei risultati. L’audit evidenzia che la maggior parte dei programmi misura il numero di abitazioni ristrutturate o la superficie interessata dagli interventi, mentre solo tre delle 111 misure esaminate prevedono obiettivi espliciti di riduzione dei consumi energetici. Inoltre, gli attestati di prestazione energetica, utilizzati come parametro di riferimento, vengono giudicati poco affidabili perché basati su consumi stimati e non sempre esenti da errori.

La relazione richiama anche il tema del rapporto costi-benefici degli investimenti, evidenziando forti differenze tra i diversi Paesi. In particolare, la Corte dedica un passaggio al Superbonus italiano (una delle “grandi alzate d’ingegno del M5S) che assorbe circa 14 miliardi di euro dei fondi europei destinati alle ristrutturazioni. Secondo i revisori, il costo per unità di energia risparmiata è risultato quattro volte superiore alle stime iniziali. Inoltre, il meccanismo, che copriva fino al 110% delle spese sostenute, avrebbe consentito in alcuni casi un sostegno pubblico superiore ai costi effettivamente sostenuti, configurando, secondo la Corte, un utilizzo inefficiente delle risorse europee.

La Corte dei conti europea conclude che, senza criteri di selezione più mirati, una maggiore attenzione ai risultati effettivi e un monitoraggio più rigoroso dell’efficacia degli interventi, sarà difficile per l’Unione raggiungere gli obiettivi fissati in materia di clima ed efficienza energetica del patrimonio edilizio.

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