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Amministrazione Trump: “Le deportazioni di massa migliorano la qualità della vita degli americani”.

A un anno dall’avvio della nuova stretta sull’immigrazione, l’amministrazione del presidente Donald Trump rivendica risultati significativi sul fronte economico e della sicurezza, sostenendo che le deportazioni di massa stiano producendo benefici tangibili per i cittadini statunitensi.

Secondo la Casa Bianca, la politica di rafforzamento dei controlli alle frontiere e di applicazione rigorosa delle leggi sull’immigrazione avrebbe consentito di liberare risorse pubbliche, ampliare le opportunità occupazionali e migliorare i livelli di sicurezza, con un impatto diretto sul costo della vita e sul mercato del lavoro.

Sul fronte immobiliare, l’amministrazione afferma che in 14 delle 20 principali aree metropolitane con la più alta presenza di migranti irregolari i prezzi di listino delle abitazioni sono diminuiti su base annua nel mese di dicembre. Le tre aree che hanno registrato lievi aumenti dei prezzi sono tutte città che si definiscono “santuario”. Nel complesso, i prezzi delle case sarebbero scesi per la prima volta dopo oltre due anni, con segnali di miglioramento dell’accessibilità abitativa.

Per quanto riguarda il mercato del lavoro, la Casa Bianca segnala aumenti salariali consistenti in settori come il trasporto su gomma e l’edilizia, caratterizzati da un’elevata presenza di lavoratori stranieri. I salari dei lavoratori manuali starebbero crescendo al ritmo più rapido degli ultimi decenni, mentre i salari reali complessivi dei lavoratori americani sarebbero sulla buona strada per aumentare del 4,2% nel primo anno completo del nuovo mandato di Trump.

I dati diffusi indicano inoltre un rafforzamento dell’occupazione dei lavoratori nati negli Stati Uniti: tra gennaio e dicembre 2025, circa due milioni di cittadini statunitensi avrebbero trovato lavoro, mentre 662.000 lavoratori nati all’estero lo avrebbero perso. Nello stesso periodo, 1,8 milioni di americani sarebbero entrati nella forza lavoro, a fronte di 881.000 lavoratori stranieri che ne sarebbero usciti.

Sul piano della sicurezza, l’amministrazione sostiene che il Paese abbia registrato nel 2025 il più forte calo annuo degli omicidi mai rilevato, insieme a una diminuzione significativa di reati violenti, rapine, aggressioni aggravate, sparatorie mortali, decessi di agenti in servizio, incidenti stradali e morti per overdose.

Secondo la Casa Bianca, i risultati sarebbero particolarmente evidenti in alcune giurisdizioni amministrate dai Democratici, dove sono state condotte operazioni rafforzate di deportazione e controllo del territorio. A Washington D.C. gli omicidi sarebbero diminuiti del 60%, con un calo del 68% dei furti d’auto e una riduzione complessiva della criminalità di quasi un terzo. A Chicago il numero di omicidi avrebbe raggiunto il livello più basso dal 1965, mentre a Memphis i delitti sarebbero scesi sotto quota 200 per la prima volta dal 2019. A New Orleans, infine, il tasso di omicidi avrebbe toccato il minimo degli ultimi cinquant’anni.

“America First non è più uno slogan, ma una realtà”, afferma l’amministrazione Trump, accusando i Democratici di voler ostacolare questi risultati e di favorire un ritorno a politiche di frontiere aperte, aumento dei costi e maggiore criminalità. Il presidente, secondo la Casa Bianca, resta determinato a proseguire sulla linea della sicurezza, della crescita economica e della tutela dei cittadini americani.

foto thewhitehouse.gov