7 Marzo 2026
Europa

“America First” anche nelle armi: Trump lancia la nuova strategia per l’export militare.

Gli Stati Uniti intendono trasformare le esportazioni di armamenti in un pilastro della politica estera e della reindustrializzazione interna. Con un nuovo ordine esecutivo, il presidente Donald Trump ha varato la “America First Arms Transfer Strategy”, la prima strategia nazionale dedicata a orientare le vendite militari all’estero in funzione degli interessi economici e di sicurezza di Washington.

Secondo la Casa Bianca, l’equipaggiamento militare “made in USA” è il migliore al mondo e garantisce la leadership americana nei mercati della difesa. L’obiettivo è sfruttare questo vantaggio competitivo per aumentare la capacità produttiva interna, creare nuovi posti di lavoro e assicurare che le forze armate statunitensi e i Paesi alleati possano contare su sistemi d’arma tecnologicamente superiori.

Vendite estere al servizio della produzione interna.

Il provvedimento stabilisce che le esportazioni di armi dovranno contribuire a espandere l’industria nazionale, utilizzando capitali e commesse straniere per rafforzare la base industriale della difesa. Le vendite saranno indirizzate in particolare verso le piattaforme considerate “più rilevanti” dal Dipartimento della Guerra per l’attuazione della strategia di sicurezza nazionale.

Washington intende inoltre favorire l’ingresso di nuove aziende nel settore, promuovendo innovazione e concorrenza. Le forniture agli alleati dovranno però evitare di creare colli di bottiglia nelle catene produttive o di compromettere la prontezza operativa degli Stati Uniti.

Priorità sarà data ai partner che investono nella propria difesa, che rivestono un ruolo strategico per i piani militari americani o che contribuiscono alla sicurezza economica degli Stati Uniti.

Entro 120 giorni il Dipartimento della Guerra, insieme a quelli di Stato e del Commercio, dovrà presentare al presidente un catalogo di sistemi e piattaforme che gli alleati saranno incoraggiati ad acquistare. Parallelamente verranno individuate opportunità di vendite governative (Foreign Military Sales) e commerciali dirette per sostenere la crescita dell’industria bellica americana.

Per coordinare l’attuazione della strategia sarà creata, entro un mese, la Promoting American Military Sales Task Force, guidata dal consigliere per la Sicurezza nazionale. Il gruppo dovrà monitorare i risultati, migliorare la trasparenza e pubblicare indicatori trimestrali sull’andamento delle esportazioni e delle licenze.

Procedure più rapide e controlli mirati.

L’ordine esecutivo punta anche a snellire i processi burocratici che rallentano le vendite di armamenti. Saranno rivisti i meccanismi di controllo sull’uso finale delle armi e le procedure per i trasferimenti a Paesi terzi, con l’obiettivo di ridurre tempi e oneri senza compromettere la sicurezza tecnologica.

Prevista inoltre una maggiore coordinazione tra i dipartimenti per le notifiche al Congresso e per valutare l’impatto delle vendite commerciali sulla base industriale nazionale.

La nuova strategia conferma, se mai ci fosse stato il minimo dubbio, l’impostazione protezionista dell’amministrazione Trump: le esportazioni di armi non sono solo uno strumento di politica estera, ma un motore di crescita economica e di rafforzamento dell’industria americana. Un messaggio chiaro agli alleati: chi vuole la protezione degli Stati Uniti dovrà contribuire anche allo sviluppo della loro capacità produttiva.

foto press.donaldjtrump.com