17 Agosto 2026
Sardegna

Allarme salute mentale tra gli infermieri: l’Italia tra i Paesi più esposti al burnout.

La salute mentale dei professionisti sanitari torna al centro del dibattito pubblico. Un nuovo studio del sindacato Nursing Up, che incrocia i dati del dossier OMS Europa – MeND Survey 2025 con i più recenti report nazionali, delinea per l’Italia uno scenario che il presidente Antonio De Palma definisce “a dir poco allarmante”.

Secondo l’elaborazione del sindacato, oltre la metà degli infermieri italiani soffre di disagi psicologici correlati alle condizioni di lavoro, un dato che si colloca sopra la media europea. “L’incrocio tra le rilevazioni OMS e i report italiani”, osserva De Palma, “conferma un fenomeno ormai strutturale: gli infermieri sono logorati da violenze, carichi emotivi e turni massacranti. Il rischio burnout è diventato dilagante”.

Europa, professione sotto pressione.

Il quadro europeo tracciato dall’OMS – basato su rilevazioni effettuate tra ottobre 2024 e aprile 2025 – non lascia spazio a dubbi: il 32% degli infermieri mostra sintomi depressivi (33% tra le donne, 29% tra gli uomini), il 24% convive con ansia clinicamente rilevante, 1 su 3 dichiara di aver subito minacce o episodi di bullismo sul posto di lavoro; 1 su 10 parla apertamente di violenza fisica o molestie sessuali.

I turni,ancora, rappresentano un ulteriore fattore di rischio: il 56% lavora a rotazione continua, mentre il 39% effettua frequenti notturni. Turni notturni ricorrenti, lo dice anche l’OCSE, aumentano del 12% il rischio di depressione, mentre carichi superiori alle 50 ore settimanali portano la prevalenza di sintomi psichici fino al 40%.

Italia oltre la media europea: violenze, stress e burnout alimentano il disagio.

Se l’Europa non sorride, l’Italia sta ancora peggio. Nonostante il dossier OMS non pubblichi tabelle disaggregate per Paese, l’incrocio con gli studi nazionali più accreditati spinge Nursing Up a definire la situazione italiana “critica su tutti i fronti”.

Tra le evidenze scientifiche, ci sono il rapporto “Cura dei Curanti” (ISS 2024) che registra livelli di stress e burnout “allarmanti” tra gli infermieri, lo Studio BENE (2023) per il quale il 59% degli infermieri ospedalieri si dichiara “molto stressato”, mentre oltre il 40% presenta elevato esaurimento emotivo.

Il fenomeno della violenza aggiunge un ulteriore tassello: circa 130mila infermieri subiscono ogni anno episodi fisici o psicologici, ma solo 5mila vengono denunciati. Una quota sommersa enorme, che secondo il sindacato è tra le più alte del continente e contribuisce direttamente a stress, ansia e depressione.

Risultato: sei infermieri italiani su dieci presentano sintomi di disagio psicologico, una percentuale che “supera nettamente”, sottolinea Nursing Up, i valori medi rilevati nell’indagine OMS.

De Palma: “Non possiamo perdere altri professionisti”.

Il presidente di Nursing Up avverte: “Il nuovo dossier dell’OMS certifica ciò che denunciamo da anni. Gli infermieri sono stremati, esposti alla violenza e a turni che mettono a rischio la loro salute fisica e mentale. Non possiamo permetterci di perdere altri professionisti: oltre 20mila operatori sanitari non medici hanno lasciato il pubblico nel solo 2024”.

Per De Palma è necessaria una risposta strutturale: “Servono investimenti, stabilizzazione del personale, protocolli stringenti contro la violenza, un sistema capace di proteggere chi opera in prima linea. La salute mentale degli infermieri è oggi una priorità nazionale”.