20 Luglio 2026
CulturaSardegna

Allarme salute mentale: lo smartphone prima dei 13 anni può lasciare segni profondi.

Consegnare uno smartphone a un bambino prima dei 13 anni può avere effetti duraturi e preoccupanti sul benessere mentale. È quanto emerge da uno studio globale pubblicato sul Journal of Human Development and Capabilities, condotto dal team di Sapien Labs, creatore del più grande database mondiale sullo stato mentale, il Global Mind Project. La ricerca ha coinvolto oltre 100.000 giovani e ha fatto luce su un fenomeno sempre più diffuso e sottovalutato.

I risultati parlano chiaro: i giovani adulti tra i 18 e i 24 anni che hanno ricevuto il primo smartphone in età precoce – 12 anni o meno – mostrano una maggiore incidenza di pensieri suicidi, atteggiamenti aggressivi, distacco dalla realtà, difficoltà nella regolazione emotiva e una bassa autostima. Un quadro preoccupante che solleva interrogativi urgenti su quando – e se – sia giusto introdurre i più piccoli nel mondo digitale.

Secondo i dati raccolti, gli effetti negativi aumentano in modo proporzionale quanto più bassa è l’età del primo utilizzo. I giovani che hanno ricevuto il primo smartphone a 13 anni mostrano un punteggio medio di salute mentale pari a 30 (su una scala da 0 a 100), ma questo crolla a 1 per chi lo ha avuto già a cinque anni. La percentuale di soggetti con almeno cinque sintomi gravi – classificati come “in difficoltà o in sofferenza” – è aumentata del 9,5% tra le donne e del 7% tra gli uomini.

A fare da detonatore sarebbero, in gran parte, l’accesso precoce ai social network, il rischio di cyberbullismo, la qualità del sonno e le difficoltà nei rapporti familiari. Lo studio stima che l’uso anticipato dei social spieghi da solo circa il 40% degli effetti negativi, seguito da problemi relazionali in famiglia (13%), cyberbullismo (10%) e disturbi del sonno (12%).

Ma c’è di più. I ricercatori avvertono che i sintomi emersi non sempre rientrano nei quadri clinici classici di ansia o depressione e potrebbero quindi passare inosservati nei test diagnostici standard. A peggiorare è anche la percezione di sé: immagine corporea, empatia, fiducia, stabilità emotiva e capacità di affrontare le difficoltà sono tutti aspetti compromessi.

foto albersHeinemann da Pixabay.com