7 Ottobre 2026
Sardegna

Allarme “neofobia”, 8 bambini su 10 rifiutano i nuovi cibi

Otto bambini su dieci mostrano un livello intermedio di neofobia alimentare, la riluttanza a provare cibi nuovi o sconosciuti: l’85,4% dei piccoli italiani ne presenta infatti un grado intermedio o alto, secondo una ricerca del CREA, il Consiglio per la ricerca in agricoltura e l’analisi dell’economia agraria. Una condizione che, secondo lo studio, risulta associata a una minore aderenza alla dieta mediterranea e a un maggiore rifiuto di alimenti come frutta, verdura e legumi.

L’estate è il tempo dei viaggi, delle vacanze, dei pranzi in famiglia e delle nuove esperienze, anche a tavola: è proprio in questo periodo che bambine e bambini hanno più occasioni per entrare in contatto con ingredienti e tradizioni culinarie diverse. Eppure, davanti a un alimento sconosciuto, molti reagiscono ancora con un deciso rifiuto. Si tratta, appunto, della neofobia alimentare, una fase fisiologica dello sviluppo infantile caratterizzata da diffidenza e riluttanza generalizzata verso i cibi nuovi.

La buona notizia, spiegano gli esperti, è che il gusto si educa, e proprio l’estate, con i suoi ritmi più rilassati e le tante occasioni di convivialità, può rappresentare un’occasione favorevole per ampliare il repertorio alimentare dei più piccoli. Proporre nuovi ingredienti senza pressioni, cucinare insieme, raccontare la storia dei cibi e coinvolgere i bambini nella preparazione dei pasti sono strategie che favoriscono curiosità e disponibilità all’assaggio.

A sostenere questo approccio arriva anche la ricerca scientifica. Uno studio pubblicato sulla rivista Scientific Reports dai ricercatori dell’Università Campus Bio-Medico di Roma, condotto su circa 800 bambini italiani tra i 6 e i 10 anni, ha mostrato che un percorso di educazione alimentare basato su Nutripiatto è associato a un miglioramento delle abitudini alimentari. Dopo due mesi, i bambini coinvolti hanno aumentato il consumo di verdure, cereali integrali e acqua, riducendo al contempo le porzioni di carne e i comportamenti sedentari. In alcune delle regioni coinvolte nello studio, fino all’83% dei bambini ha incrementato il consumo di verdure, un dato che conferma il potenziale di un approccio semplice, pratico e condiviso nel promuovere abitudini alimentari più sane.

“La neofobia alimentare può essere una fase normale dello sviluppo e non deve preoccupare le famiglie. Non va affrontata con imposizioni, ma accompagnata con pazienza, curiosità e continuità. Coinvolgere i bambini nella preparazione dei pasti, proporre più volte gli stessi alimenti e creare un clima sereno a tavola aiuta a costruire un rapporto positivo con il cibo. Educare il gusto significa anche educare alla curiosità e all’apertura verso ciò che è nuovo”, spiega la professoressa Laura De Gara, presidente del Corso di Laurea Magistrale in Scienze dell’Alimentazione e della Nutrizione dell’Università Campus Bio-Medico di Roma.

Da queste premesse nasce Nutripiatto Senza Confini, l’evoluzione del progetto Nutripiatto: un modello intuitivo e colorato di educazione alimentare che unisce i principi della dieta mediterranea a ingredienti e tradizioni culinarie di culture diverse, aiutando le famiglie a costruire pasti equilibrati nel rispetto delle proprie abitudini. “In un’Italia sempre più multiculturale, Nutripiatto Senza Confini nasce per valorizzare le diverse tradizioni alimentari presenti nelle famiglie, dimostrando che equilibrio nutrizionale e identità culturale possono convivere nello stesso piatto. L’obiettivo non è cambiare le abitudini alimentari, ma offrire un modello semplice, equilibrato e inclusivo, capace di adattarsi a culture e stili alimentari diversi”, spiega ancora la professoressa De Gara.

Dal cous cous ai noodles, dalla quinoa al tofu, passando per ingredienti come pak choi e miglio, ogni ricetta diventa così un invito a sperimentare nuovi sapori mantenendo il corretto equilibrio tra verdure, cereali – meglio se integrali – e proteine. Il pasto si trasforma in un’occasione di scambio, inclusione e curiosità, dove conoscere un nuovo ingrediente significa anche avvicinarsi alla storia e alla cultura di chi lo porta in tavola. Perché ogni alimento racconta una storia, ed educare il gusto significa anche insegnare ai più piccoli che dietro ogni cibo ci sono tradizioni, culture e modi diversi di stare insieme a tavola. E quale momento migliore dell’estate per intraprendere questo viaggio?

Tra i consigli degli esperti per aiutare i bambini a scoprire nuovi sapori, si raccomanda di proporre un alimento nuovo più volte, senza mai obbligare il bambino ad assaggiarlo, e di coinvolgerlo nella preparazione delle ricette, poiché cucinare insieme aumenta la curiosità e favorisce l’accettazione di nuovi cibi. Fondamentale è anche dare il buon esempio, visto che i più piccoli osservano e imitano gli adulti, così come raccontare la storia degli ingredienti e dei Paesi da cui provengono, trasformando ogni pasto in un momento di condivisione, scoperta e dialogo.