Alessandra Todde. Partecipazione sì ma con le “domande filtrate”.
La partecipazione giovanile va bene solo se “mediata” e poco sostanziale per l’inquilina di via Oslavia: la presidente della Regione Sardegna, Alessandra Todde. Come più volte rimarcato da Sardegnagol, dopo la saga degli incontri autoreferenziali nelle scuole, nell’agenda della decaduta nuorese è in programma, il prossimo 3 ottobre al Teatro Comunale di San Gavino Monreale, l’incontro con circa 140 studenti delle classi quinte dell’Istituto “Marconi-Lussu” e del Liceo “Piga” di Villacidro.
Un momento di confronto “fino a un certo punto”, come rimarcato oggi anche da Sardegna Chiama Sardegna, che ha sollevato l’ennesimo caso (ormai si spara sulla Croce Rossa) di propaganda della Governatrice della Regione Sardegna e dei suoi collaboratori di Giunta in materia di politiche giovanili (e in viale Trento non perdono l’occasione per celebrare azioni decise nelle scorse legislature spacciandole per farina del proprio sacco…scarsi è dir poco!).
In particolare, secondo una comunicazione interna circolata tra i docenti, gli studenti, il prossimo 3 ottobre, dovranno preparare almeno due quesiti ciascuna classe, ma le domande non saranno libere. Su “richiesta della presidente”, infatti, non saranno ammessi “quesiti politici” e domande sulle “vicende giudiziarie” della decaduta. Ancora, le domande pensate dai giovani dovranno essere condivise in anticipo con il responsabile della comunicazione della presidente… me coj***, val sempre la pena sottolinearlo!
Il confronto con gli studenti sarà dunque limitato a temi considerati “consentiti”, tra cui istruzione, ambiente, qualità della vita, fuga dei cervelli e servizi per i giovani. Chimere, visto il tenore delle politiche messe in campo dalla “sgangherata dozzina“, per non parlare delle ruberie (ma dove sta la magistratura?) del Consiglio regionale. In soli 12 mesi, siamo già arrivati ad oltre 220 milioni di euro “affidati senza bando” alle rispettive lobby del Campo largo (e anche dell’opposizione di centrodestra). Così fa tutte!
Dal territorio è arrivata anche la stigmatizzazione del consigliere regionale Alberto Urpi che, intervenendo sulla censura agli studenti ha dichiarato che “se così fosse, sarebbe un insulto ai giovani e alle scuole”. “La Presidente, che in campagna elettorale sosteneva con forza l’importanza della giustizia e della trasparenza, oggi sembra voler evitare proprio le domande degli studenti. Avere paura di loro e delle loro domande è, se confermato, un fatto gravissimo”.
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