Albania nell’UE: i sovranisti chiedono garanzie su corruzione e visti
L’Albania punta a chiudere i negoziati di adesione all’Unione europea entro la fine del 2027. Un traguardo ambizioso, che solleva però interrogativi concreti su temi sensibili come il controllo dei visti, la lotta alla corruzione e al narcotraffico. È questo il cuore di un’interrogazione parlamentare presentata il 17 novembre 2025 da Jordan Bardella, europarlamentare del gruppo Patrioti per l’Europa, alla quale la Commissione europea ha risposto lo scorso 10 aprile 2026.
Le preoccupazioni per i Patrioti: visti facili e criminalità organizzata.
Bardella ha sollevato due questioni precise. La prima riguarda la politica dei visti: l’Albania sarebbe accusata di un approccio troppo permissivo nel rilascio di permessi d’ingresso a cittadini di paesi terzi, in particolare provenienti dal Nord Africa e dalla Turchia. La seconda tocca un nervo ancora più scoperto: la criminalità organizzata. Citando un reportage di France Info del 4 febbraio 2025, l’europarlamentare ha ricordato come «le reti albanesi figurino tra le organizzazioni criminali in più rapida crescita», chiedendo alla Commissione quali garanzie concrete abbia ottenuto da Tirana su entrambi i fronti.
La risposta della Commissione: “Progressi ma resta stretta la sorveglianza”.
La risposta, firmata dalla commissaria Kos, non concede scorciatoie. La Commissione ricorda che il processo di adesione albanese è ancorato ai cosiddetti Interim Benchmarks del Cluster 1 , il capitolo “Fondamentali” , che disciplina proprio le aree più critiche: lotta alla criminalità organizzata, contrasto alla corruzione, traffico di droga e politica dei visti. Su questi temi, Bruxelles ha assicurato un “dialogo regolare” con le autorità albanesi.
Sul fronte dei visti, vengono citati due passi in avanti recenti: l’adozione, nel novembre 2025, di una roadmap per allineare la politica dei visti albanesi agli standard UE, e l’approvazione, nel dicembre 2025, di un Piano d’azione Schengen in vista dell’eventuale futura adesione allo spazio di libera circolazione.
Nessuna data per l’adesione definitiva.
Sul quando, la Commissione mantiene una posizione volutamente cauta. La proposta di chiusura dei capitoli negoziali arriverà solo “una volta soddisfatte tutte le condizioni”. E anche dopo, precisa Bruxelles, l’adesione effettiva dovrà essere oggetto di un accordo separato tra tutti gli Stati membri dell’UE e il Paese candidato, un percorso che, per sua natura, non ammette scadenze predefinite.
Un messaggio chiaro: la porta è aperta, ma il cammino, tra riforme da completare, standard da rispettare e capitoli da chiudere, è ancora lungo.
