Aiuti UE ai territori palestinesi: oltre 8 miliardi di euro dal 2000.
Dal 2000 l’Unione europea ha destinato oltre 1,25 miliardi di euro in aiuti umanitari ai territori palestinesi occupati, Gaza, Cisgiordania e Gerusalemme Est, con un forte incremento a partire dal 2023. Lo ha reso noto la Commissione europea, precisando che circa 550 milioni di euro sono stati erogati dal 2023, di cui quasi 220 milioni nel solo 2025.
L’assistenza umanitaria, sottolinea Bruxelles, “non viene fornita ai governi, ma è attuata esclusivamente tramite organizzazioni umanitarie partner, incaricate di operare sul campo in base alle necessità della popolazione civile”.
Parallelamente, tra il 2004 e il 2025 la Commissione ha stanziato circa 6,8 miliardi di euro in aiuti allo sviluppo a favore dei territori palestinesi, nell’ambito degli strumenti europei per il vicinato e la cooperazione internazionale. I fondi sono stati destinati al sostegno dell’Autorità palestinese, della popolazione e dei rifugiati, sia a Gaza sia in Cisgiordania. Proprio per la natura trasversale degli interventi, la Commissione chiarisce che non è possibile una ripartizione dettagliata per singole aree operative.
La Commissione evidenzia inoltre che l’UE dispone di rigorosi sistemi di garanzia per proteggere i fondi europei da usi impropri, inclusi il finanziamento del terrorismo. Tra questi figura il sistema di individuazione precoce e di esclusione, affiancato da misure di controllo specifiche per la Cisgiordania e la Striscia di Gaza.
Tutti i partner finanziati dall’UE sono sottoposti a obblighi stringenti di vigilanza e responsabilità, devono rispettare standard etici e professionali elevati e disporre di efficaci sistemi di controllo interno e gestione dei rischi.
Prima dell’erogazione dei fondi, le organizzazioni umanitarie sono sottoposte a valutazioni di dovuta diligenza, mentre i partner impegnati negli aiuti allo sviluppo devono superare la cosiddetta “valutazione per pilastro”, che certifica la conformità agli standard di sana gestione finanziaria della Commissione.
Nel caso delle Nazioni Unite, l’azione dell’UE si fonda su un accordo quadro finanziario e amministrativo che stabilisce precise disposizioni in materia di verifica e controllo, garantendo il pieno rispetto delle misure restrittive europee.
foto European Union, 2021 EC-Audiovisual Service / Aurore Martignoni
