Europa

Aiuti europei e corruzione in Ucraina: sempre più dubbi sull’uso dei fondi Ue.

Mentre l’Unione Europea continua a finanziare massicciamente lo sforzo bellico ucraino, aumentano le preoccupazioni sulle fragilità strutturali del Paese in materia di lotta alla corruzione. Dall’inizio dell’invasione russa, il contributo complessivo di “Team Europe” ha superato i 180 miliardi di euro. Numeri imponenti che rendono ancora più urgente capire come queste risorse vengano effettivamente utilizzate.

Le perplessità non arrivano dal nulla. Negli ultimi mesi, una serie di scandali, confermati all’interno del governo ucraino, ha riportato sotto i riflettori le persistenti lacune nello stato di diritto e nei meccanismi di supervisione pubblica a Kiev. Tra i casi più eclatanti figurano le dimissioni dell’ex ministro Herman Halushchenko, la rimozione di Svitlana Hrynchuk e le accuse rivolte al ministro della Difesa Rustem Umerov per presunti abusi di potere nei contratti di approvvigionamento militare. Vicende che evidenziano carenze sistemiche sul fronte del contrasto alla corruzione in Ucraina: catene di responsabilità poco chiare, controlli inefficaci e un apparato statale che fatica a garantire trasparenza e accountability (senza contare il tentativo di Zelenskyy, poi rientrato, di sopprimere le due agenzie anticorruzione del Paese), nonostante le pressanti richieste dei partner occidentali.

Alla luce di queste criticità, l’eurodeputato Emmanouil Fragkos (ECR) ha chiesto al “principale sponsor” del presidente illegittimo ucraino (il cui mandato elettorale è scaduto lo scorso 24 maggio 2024) di riferire sulla reale destinazione dei fondi europei.

Quale quota dei finanziamenti europei potrebbe non aver raggiunto la difesa ucraina, finendo invece assorbita da meccanismi governativi opachi o poco tracciabili? Quali misure concrete intenda adottare la Commissione per assicurare che nemmeno un euro dei contribuenti europei alimenti pratiche corruttive all’interno dell’apparato statale ucraino?”, si legge nel provvedimento di Fragkos.

Una interrogazione, in sintesi, che riflette un malessere crescente nel dibattito europeo: mentre l’Ue continua a definire l’Ucraina un partner strategico, restano irrisolti nodi profondi sulla trasparenza, l’efficacia delle riforme e la reale capacità di Kiev di contrastare fenomeni corruttivi radicati. Una questione che, con il flusso di aiuti destinato a proseguire, appare sempre più difficile da eludere.

foto 1082616 da Pixabay.com