AI Overviews di Google rischio sistemico per il pluralismo dei media.
L’introduzione delle AI Overviews da parte di Google e le recenti modifiche ai suoi algoritmi di ricerca hanno acceso un nuovo fronte di scontro tra le istituzioni europee e il colosso tecnologico. Al centro della controversia, il sospetto che Google stia penalizzando i contenuti editoriali europei, riducendone la visibilità nei risultati di ricerca e compromettendo la sostenibilità economica degli editori.
Il 13 novembre 2025 la Commissione europea ha avviato un’indagine formale per possibili violazioni del Digital Markets Act (DMA), ipotizzando che Google favorisca i propri servizi a discapito di quelli di terze parti. Secondo la Federazione Italiana Editori Giornali (FIEG), sostenuta dall’European Magazine Media Association (EMMA) e dall’European Newspaper Publishers’ Association (ENPA), le nuove pratiche della piattaforma avrebbero già causato un calo significativo del traffico verso i siti di informazione, aggravato dall’aumento delle ricerche “zero-click” e dalla riduzione dell’accesso alle fonti originali.
L’effetto complessivo sarebbe una ulteriore concentrazione del traffico e del potere informativo nelle mani del gatekeeper, con il rischio di rafforzare la posizione dominante di Google e di minacciare la libertà, l’indipendenza e il pluralismo dei media in Europa. Secondo i promotori dell’interrogazione parlamentare, questa dinamica potrebbe configurare anche una violazione del Digital Services Act (DSA).
Nella risposta ufficiale del 27 gennaio 2026, la Commissione europea rivendica di aver già adottato una serie di misure nel corso del 2025 per affrontare le difficoltà del settore editoriale online. In particolare, segnala di aver rilevato in via preliminare che Alphabet pratica l’auto-preferenziazione dei propri servizi su Google Search, oltre ad aver aperto un’indagine sulla cosiddetta politica di “site reputation abuse”, che penalizzerebbe gli editori che collaborano con partner commerciali.
Parallelamente, Bruxelles ha avviato un’indagine antitrust per verificare se Alphabet stia alterando la concorrenza imponendo condizioni inique agli editori o concedendosi un accesso privilegiato ai contenuti. Nel settembre 2025, Google è stata inoltre multata per 2,95 miliardi di euro per pratiche abusive nel settore della pubblicità digitale.
La Commissione richiama anche il ruolo del European Media Freedom Act, che rafforza la tutela dei media indipendenti nei confronti delle grandi piattaforme online e garantisce ai cittadini il diritto a ricevere informazioni conformi a standard editoriali. Le piattaforme di dimensioni molto grandi sono ora tenute a motivare le decisioni di rimozione o declassamento dei contenuti giornalistici e a concedere agli editori un tempo minimo per replicare.
Sul fronte del Digital Services Act, Bruxelles sottolinea l’obbligo per le piattaforme di valutare e mitigare i rischi sistemici, compresi quelli che incidono sulla libertà e sul pluralismo dei media, oltre al diritto per utenti e organizzazioni di presentare reclami contro decisioni che limitano la diffusione dei contenuti.
Nonostante ciò, resta aperta la questione dell’impatto reale delle AI Overviews sull’ecosistema dell’informazione, sulla distribuzione del traffico online e sulla sopravvivenza economica delle testate giornalistiche. La Commissione assicura che continuerà a monitorare l’evoluzione del settore e l’effetto dell’intelligenza artificiale sui media, annunciando la conclusione della revisione del DMA nel 2026 e del DSA nel 2027.
Nel frattempo, editori e istituzioni lanciano l’allarme: il rischio non è solo economico, ma democratico, perché la concentrazione del potere informativo nelle mani di poche piattaforme globali potrebbe erodere il pluralismo, l’indipendenza editoriale e il diritto dei cittadini a un’informazione libera e diversificata.
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