8 Maggio 2026
Sardegna

Agricoltura sarda, i giovani tengono: quasi 3.000 imprese under35… e bandi in ritardo

Nonostante le difficoltà strutturali che pesano sul settore, i giovani sardi non abbandonano la terra. Sono 2.876 le imprese agricole guidate da under 35 in Sardegna, pari al 9% del totale delle aziende agricole dell’isola, una percentuale superiore alla media nazionale, ferma intorno al 7%, che colloca la regione all’ottavo posto in Italia per incidenza delle imprese giovanili sul totale del comparto. I dati emergono da un’analisi di Coldiretti diffusa in occasione della finale nazionale degli Oscar Green, il premio dedicato alle aziende e startup agricole più innovative, giunto quest’anno al suo ventennale.

A livello nazionale il quadro è altrettanto significativo: sono 49.000 le imprese agricole under 35 attive in Italia, protagoniste di una spinta all’innovazione che contribuisce in misura rilevante ai primati del Made in Italy agroalimentare.

Sul territorio sardo, la provincia di Nuoro guida la classifica con 1.056 aziende a conduzione giovanile, seguita da Sassari con 846, Cagliari con 670 e Oristano con 306. Una concentrazione marcata nelle aree interne dell’isola, dove l’agricoltura svolge una funzione non solo economica ma anche sociale, come presidio contro lo spopolamento e strumento di tenuta delle comunità rurali.

“Le aziende agricole giovanili rappresentano una risorsa preziosa e dimostrano che i giovani, se supportati, possono ancora scegliere la terra come progetto di vita”, sottolinea Coldiretti Sardegna. Ma l’organizzazione non nasconde le ombre: “Il sistema continua a essere rallentato da norme complicate, ritardi negli aiuti e infrastrutture carenti, soprattutto nelle aree interne. Lo spopolamento, la burocrazia e la mancanza di servizi essenziali sono ostacoli quotidiani per chi vuole fare impresa agricola”. Basterebbe dare una occhiata allo stesso sito della Regione Sardegna per scoprire che, in una isola alle prese con un pesante spopolamento, le ultime notizie sui bandi sono ferme al mese di gennaio 2026.

Il nodo più critico riguarda i tempi di pubblicazione dei bandi per il primo insediamento. Negli ultimi anni l’intervallo tra un bando e l’altro si è allungato fino a quattro o cinque anni, creando un paradosso che rischia di vanificare lo strumento stesso: il sostegno è riservato a chi si è insediato da non più di tre anni, ma se i bandi tardano oltre quella soglia, molti giovani agricoltori escono automaticamente dai requisiti prima ancora di poter presentare domanda. Il risultato è un limbo che scoraggia l’avvio di nuove attività e rallenta il ricambio generazionale. Coldiretti chiede che ogni programmazione preveda un cronoprogramma chiaro e che i bandi vengano pubblicati con cadenza annuale, garantendo continuità e certezze a chi intende costruire il proprio futuro nel settore.

In questo contesto, la storia di Beatrice Foddis racconta un’altra faccia della giovane agricoltura sarda. Allevatrice di Tertenia, in provincia di Nuoro, Beatrice ha rappresentato la Sardegna alla finale nazionale degli Oscar Green 2026 nella categoria Agri-Influencer, trasformando la quotidianità della pastorizia ogliastrina in un racconto digitale capace di avvicinare un pubblico ampio alla realtà delle aziende ovicaprine. “Raccontare le nostre giornate sui social crea curiosità nei follower, che poi possono decidere di venire a scoprire di persona le nostre aziende”, spiega. “Essere in finale è già un premio”.