8 Giugno 2026
Europa

Agricoltura europea senza giovani: il Parlamento Ue lancia l’allarme sul ricambio generazionale

L’agricoltura europea invecchia e fatica ad attrarre i giovani. È questo il quadro che emerge dal progetto di relazione sul cambiamento generazionale in agricoltura presentato alla Commissione per l’agricoltura e lo sviluppo rurale del Parlamento europeo dalla relatrice Maria Walsh. Un documento che fotografa una crisi silenziosa ma profonda, e che avanza proposte concrete per invertire la rotta prima che sia troppo tardi.

I numeri parlano chiaro. Tra il 2010 e il 2020 l’età media degli agricoltori europei è salita da 55 a 57 anni. Nello stesso arco temporale, il numero di aziende condotte da under 35 è precipitato del 47%. L’agricoltura è oggi uno dei settori con la più bassa percentuale di lavoratori giovani nell’intera economia europea: appena il 31%. E nel 2022 i giovani agricoltori dell’Ue hanno dovuto fare i conti con un deficit di finanziamento di 14,1 miliardi di euro, l’11% in più rispetto al 2017.

Il nodo dei finanziamenti: il 10% della PAC ai giovani.

Il progetto di risoluzione esprime preoccupazione per le proposte di riduzione del bilancio della Politica Agricola Comune per il periodo 2028-2034, ritenute incompatibili con l’obiettivo dichiarato di favorire il ricambio generazionale. La relatrice chiede che almeno il 10% del bilancio PAC del prossimo settennato sia riservato in modo vincolato ai giovani agricoltori e ai nuovi operatori del settore. Viene accolta positivamente l’introduzione del cosiddetto “pacchetto di avvio” per i nuovi entranti e degli sportelli unici nazionali, ma si chiede di aumentare il sostegno al reddito e di allungare i periodi di aiuto per adeguarli ai cicli reali degli investimenti agricoli.

La terra è il primo ostacolo.

Accedere a un appezzamento di terreno rimane la barriera più alta per chi vuole intraprendere la carriera agricola. Prezzi elevati, scarsa disponibilità, acquisizioni speculative e pianificazione successoria carente rendono il mercato fondiario ostile ai nuovi entranti. Il documento chiede agli Stati membri di intervenire con strumenti concreti: diritti di prelazione per i giovani, meccanismi di intermediazione fondiaria, sistemi a punti per l’assegnazione dei terreni, acquisti collettivi. Si sollecita inoltre la piena operatività dell’Osservatorio europeo dei terreni, con dati trasparenti e aggiornati su proprietà, trasferimenti e prezzi.

Successioni bloccate, pensioni inadeguate.

Spesso le aziende agricole faticano a passare di mano non per mancanza di successori, ma per ostacoli burocratici e finanziari. Pensioni inadeguate tengono gli agricoltori anziani aggrappati alle aziende anche quando vorrebbero ritirarsi; norme successorie complesse e oneri amministrativi scoraggiano il trasferimento. Il progetto di relazione chiede agli Stati membri di rivedere i sistemi pensionistici agricoli, di introdurre incentivi al pensionamento graduale e di sviluppare modelli di consulenza integrata che accompagnino le famiglie rurali nell’intero processo di pianificazione della successione, dagli aspetti giuridici a quelli fiscali.

Il documento riconosce che i giovani agricoltori sono spesso i principali promotori dell’innovazione nel settore: dall’agricoltura di precisione alle pratiche sostenibili, dalla digitalizzazione alla bioeconomia. Si chiede di rafforzare la cooperazione tra scuole agrarie, università, cooperative e imprese private, e di sostenere campagne scolastiche che avvicinino le nuove generazioni alle professioni agricole. Fondamentale, secondo la relatrice, garantire a tutti gli agricoltori , indipendentemente dalla dimensione aziendale , l’accesso ai benefici del progresso tecnologico.

Qualità della vita e salute mentale.

Il progetto di risoluzione non si limita agli aspetti economici. Riconosce esplicitamente che lunghi orari di lavoro, isolamento sociale, volatilità dei mercati e pressioni climatiche rendono la vita dell’agricoltore sempre più difficile. Si chiede alla Commissione di elaborare un piano d’azione europeo per la salute mentale in agricoltura, e agli Stati membri di rafforzare i servizi di sostituzione nelle aziende per garantire la copertura in caso di malattia, congedo parentale o formazione.

Le donne sono ancora una minoranza.

Un capitolo a parte meritano le disuguaglianze di genere. Le donne rappresentano appena il 26% degli agricoltori under 40 nell’Ue. Il documento chiede misure mirate: accesso privilegiato alla terra e ai finanziamenti per le giovani agricoltrici, programmi di tutoraggio dedicati, maggiore rappresentanza nelle organizzazioni di settore e negli organi decisionali. Gli Stati membri sono invitati a includere azioni concrete per la parità di genere nelle proprie strategie nazionali di ricambio generazionale.

Il progetto di relazione sarà ora discusso e votato in sede di commissione prima di approdare in plenaria. Se approvato, costituirà un segnale politico forte in vista della definizione della nuova PAC post-2027, il cui negoziato è già entrato nel vivo.

Foto di Aleksandar Andjelkovic da Pixabay.com