Aggressioni nei trasporti, Pellecchia: “La vita non può essere un rischio del mestiere”.
“La vita non è un rischio del mestiere, e il mestiere non può mettere a rischio la vita”. Con queste parole il segretario generale della Fit-Cisl, Salvatore Pellecchia, ha lanciato un appello accorato alla politica e alle istituzioni durante la tavola rotonda “Insieme per il contrasto alle aggressioni del personale dei trasporti: quanto già fatto e quanto ancora da fare”, svoltasi a Santa Margherita di Pula.
Pellecchia, nel suo intervento, ha denunciato l’escalation di violenze fisiche e verbali subite quotidianamente da lavoratrici e lavoratori dei trasporti, troppo spesso lasciati soli ad affrontare aggressioni, minacce e insulti, in assenza di adeguate tutele operative.
“Il decreto legislativo 81/2008 è chiaro – ha ricordato – e impone che la valutazione dei rischi per la sicurezza dei lavoratori comprenda anche quelli legati a violenze e aggressioni. Questi pericoli devono entrare nei Documenti di valutazione del rischio (DVR) delle aziende di tutto il comparto trasporti”.
Il segretario generale ha poi sottolineato come, oltre al quadro normativo, sia indispensabile fare ricorso a strumenti innovativi: “L’intelligenza artificiale può rappresentare un alleato strategico nella lotta alle aggressioni. Attraverso banche dati condivise tra comparti – ferroviario, trasporto pubblico locale e aereo – si potrebbero mappare gli episodi, analizzarli e sviluppare modelli predittivi per prevenirli”.
Ma l’innovazione da sola non basta. Pellecchia ha rimarcato l’urgenza di recuperare, aggiornare e rendere pienamente operativi i Protocolli di Sicurezza sottoscritti nel 2022 con il Ministero dell’Interno, il MIT e i principali stakeholder del settore. “Si tratta di strumenti fondamentali – ha detto – che vanno riattivati su scala nazionale”.
Mancanza di sicurezza, infine, che sta aggravando la crisi occupazionale nel settore: “La carenza di autisti e operatori qualificati – conclude – è sempre più allarmante. Ma finché non garantiremo ambienti di lavoro sicuri, il settore resterà poco attrattivo. Tutela e dignità del lavoro devono essere la base su cui ricostruire il futuro dei trasporti”.
