Affitti brevi, il governo impugna la legge dell’Emilia-Romagna: “viola concorrenza e libertà d’impresa”.
Il Consiglio dei ministri interviene sul fronte degli affitti brevi bocciando la legge regionale 10 dello scorso 19 dicembre approvata dal Consiglio regionale dell’Emilia-Romagna, intitolata “Disciplina degli immobili destinati a locazione breve in Emilia-Romagna”.
Secondo il governo, alcune disposizioni del provvedimento regionale entrerebbero in rotta di collisione con la normativa statale in materia di tutela della concorrenza, libertà di iniziativa economica e proprietà privata. Nel mirino di Palazzo Chigi c’è anche il mancato rispetto del principio di sussidiarietà, che regola il riparto delle competenze tra Stato ed enti territoriali.
Nella delibera, infatti, si evidenzia che le norme contestate “violano gli articoli 41, 42, 117, secondo comma, lettera e), e 118 della Costituzione”, ossia i principi che garantiscono la libertà d’impresa, la tutela della proprietà e la competenza esclusiva statale in materia di concorrenza. Per l’esecutivo, la Regione avrebbe introdotto vincoli eccessivi al mercato delle locazioni turistiche, incidendo su un settore considerato strategico e già oggetto di regolazione nazionale.
La legge emiliano-romagnola puntava a disciplinare in modo più stringente il fenomeno degli affitti di breve durata, cresciuto in modo esponenziale negli ultimi anni e al centro di un acceso dibattito tra esigenze di tutela dell’offerta abitativa e interessi degli operatori turistici.
