Affitti brevi, Bruxelles prepara una nuova iniziativa legislativa.
La Commissione europea conferma l’intenzione di intervenire sul settore degli affitti brevi, un comparto in rapida espansione che sta generando impatti sempre più significativi sul mercato immobiliare e sulle politiche abitative delle città europee.
Nel suo discorso sullo Stato dell’Unione 2025, la presidente Ursula von der Leyen aveva annunciato una nuova iniziativa normativa per colmare lacune regolatorie e armonizzare un quadro oggi estremamente frammentato.
A seguito dell’annuncio, un gruppo di eurodeputati socialisti – tra cui Dario Nardella, Irene Tinagli e Pierfrancesco Maran – ha chiesto alla Commissione di chiarire l’ampiezza dell’intervento, i tempi previsti e gli strumenti che Bruxelles intende mettere in campo per affrontare un fenomeno che incide in modo diretto sulla pianificazione urbana, sui prezzi delle abitazioni e sull’accesso alla casa per le famiglie.
La risposta della Commissione: “Valutazioni in corso, proposta possibile nel 2026”.
Il commissario Dan Jørgensen, rispondendo per iscritto, ha spiegato che l’iniziativa legislativa sarà definita sulla base dei dati che emergeranno dall’attuazione del nuovo Regolamento sugli affitti a breve termine, che entrerà in vigore nel maggio 2026. L’analisi aiuterà a delineare forma e contenuti del futuro intervento normativo, atteso quindi nel corso del 2026.
Bruxelles conferma inoltre che il Piano europeo per l’alloggio accessibile — attualmente in elaborazione — includerà un’analisi dettagliata dei fattori che incidono sulla carenza di case a prezzi sostenibili, con particolare attenzione al ruolo delle piattaforme di affitti brevi, soprattutto nelle città a forte vocazione turistica.
Il documento, fa sapere la Commissione “analizzerà le dinamiche del mercato immobiliare, il nesso tra l’espansione degli affitti turistici e l’aumento dei prezzi, e offrirà un quadro comparativo della situazione nelle principali città europee”.
Città in allarme: serve una risposta europea.
Molte amministrazioni locali, in Italia come nel resto d’Europa, denunciano da anni gli effetti degli affitti brevi sul tessuto urbano: centri storici svuotati, prezzi inaccessibili per residenti e studenti, crescita della pressione turistica.
Gli eurodeputati S&D hanno chiesto quindi l’adozione di un intervento “chiaro, ambizioso e tempestivo”, capace di evitare che la concorrenza tra normative nazionali troppo diverse finisca per alimentare squilibri e sperequazioni.
Venezia, foto Buì Vàn Hòng Phuc da Pixabay.com
