Aeroporto di Cagliari, la minoranza: “Il Comune deve sapere cosa sta succedendo con la Sogaer”
Il futuro dell’aeroporto di Cagliari-Elmas approda in Consiglio Comunale. O almeno, questo è quello che hanno chieston dodici consiglieri con una formale richiesta di dibattito ai sensi dell’articolo 40 del Regolamento del Consiglio Comunale.
Il documento porta le firme di Massimiliano Piccoi, Raffaele Onnis, Corrado Maxia, Roberto Mura, Edoardo Tocco, Ferdinando Sechi, Alessandra Zedda, Alessio Mereu, Stefania Loi, Pierluigi Mannino, Roberta Sulis, Marcello Corrias e Giuseppe Farris. Un fronte trasversale che chiede all’aula di fare chiarezza su un dossier ritenuto strategico per la città.
Chi gestisce lo scalo e cosa sta cambiando?
Al centro della vicenda c’è la SOGAER S.p.A., concessionaria dal 2007 della gestione quarantennale dell’Aeroporto Mario Mameli di Cagliari. La società è controllata per il 94,50% dalla Camera di Commercio di Cagliari e Oristano, con quote minori in capo alla Regione Sardegna, al Banco di Sardegna e ad altri soggetti istituzionali e privati.
Il quadro, come ricorda il piano della Regione Sardegna, sta però per cambiare. Il fondo F2i, acronimo di Fondi Italiani per le Infrastrutture, già presente nel capitale di numerosi aeroporti italiani tra cui Linate, Malpensa, Napoli, Torino, Alghero e Olbia, sarebbe in procinto di acquisire anche la quota di controllo della SOGAER, attraverso la Camera di Commercio di Cagliari-Oristano. Un’operazione che si inserirebbe – così si dice – in un più ampio disegno di razionalizzazione e integrazione degli scali sardi sotto un unico soggetto gestore, la cosiddetta “Sardegna Aeroporti”.
A complicare il quadro, la Regione Sardegna ha chiesto formalmente alla Camera di Commercio di sospendere la fusione per incorporazione che si stava per perfezionare, rivendicando un ruolo nell’operazione (con il 9,25% però si potrà fare ben poco…). Nel frattempo, nell’assestamento di bilancio dell’agosto 2024, il Consiglio Regionale ha stanziato 30 milioni di euro per l’acquisizione di partecipazioni strategiche nel settore aeroportuale.
Perché Cagliari è direttamente coinvolta?
I firmatari della richiesta non si limitano a registrare i movimenti societari: sottolineano con forza le ricadute concrete che qualsiasi cambiamento nella gestione dello scalo potrebbe avere sulla città.
Cagliari, in quanto principale hub sardo, è il primo beneficiario, nonché il primo soggetto esposto, alle variazioni dei flussi aeroportuali. Qualsiasi riorganizzazione inciderebbe sui volumi di traffico in entrata e in uscita, con effetti sull’area intermodale di via Roma e sugli altri accessi cittadini, sul trasporto pubblico, sul car sharing e sulla mobilità dei taxi. Per una regione insulare come la Sardegna, i cui svantaggi geografici sono costituzionalmente riconosciuti, la questione non è tecnica ma politica: garantire il diritto alla mobilità è una priorità che non può essere delegata a negoziati tra fondi e camere di commercio senza che il Consiglio Comunale ne sia informato.
La richiesta: audizioni e trasparenza.
I dodici consiglieri hanno quindi chiesto di iscrivere quanto prima all’ordine del giorno un dibattito pubblico sul futuro dello scalo, con l’audizione dell’Assessora ai Trasporti della Regione Sardegna, del Presidente della Camera di Commercio di Cagliari, del Presidente della SOGAER e di tutti gli altri soggetti coinvolti nella vicenda.
L’obiettivo dichiarato è rendere edotto il Consiglio, e di conseguenza i cittadini, su un’operazione che potrebbe ridisegnare in modo permanente la governance degli aeroporti sardi e, con essa, i collegamenti e le prospettive economiche dell’intera area metropolitana cagliaritana.
