Aeroporti sardi, Forza Italia all’attacco: “Opacità. Todde si fermi”
Non è più soltanto una questione di scelte industriali discutibili. Per Forza Italia Sardegna, l’operazione di integrazione del sistema aeroportuale regionale voluta dall’attuale maggioranza di centrosinistra, è diventata un caso politico a tutto tondo, con possibili risvolti contabili e giuridici che potrebbero finire sotto i riflettori della Corte dei Conti.
Il gruppo consiliare azzurro ha diffuso un comunicato di forte denuncia, puntando il dito su tre fronti distinti ma interconnessi: le opacità nelle procedure di affidamento delle consulenze, la debolezza strutturale del ruolo pubblico nell’operazione e il rischio concreto che l’investimento regionale si configuri come un aiuto di Stato illegittimo o, peggio, come un danno erariale.
Il circuito degli incarichi.
Il punto di partenza è lo stesso che ha animato il dibattito in IV Commissione: l’incarico di advisory affidato senza gara a uno studio milanese, i subappalti autorizzati dalla Regione a soggetti direttamente collegati alla governance regionale, e la sovrapposizione tra i consulenti dell’operazione e le nomine fiduciarie della Giunta. Per Forza Italia, questo schema non è un episodio isolato ma la conferma di “un metodo di gestione del potere” basato “sull’occupazione sistematica degli spazi decisionali, moltiplicazione delle nomine fiduciarie e costruzione di un circuito ristretto di incarichi e consulenze” legato agli equilibri della maggioranza di Campo Largo.
Il riferimento è tagliente: “Altro che aprire il Parlamento come una scatoletta di tonno: mangiano il tonno senza esitazioni sulla legittimità dell’atto”. Una frecciata diretta al Movimento 5 Stelle (la cui credibilità è sempre più discutibile), partner di governo nella coalizione regionale, che aveva fatto della lotta ai privilegi della casta uno dei propri cavalli di battaglia storici.
Trenta milioni senza garanzie, lo spettro del danno erariale.
Nel merito dell’operazione, Forza Italia contesta la solidità dell’investimento. La Regione metterebbe sul tavolo oltre 30 milioni di euro senza adeguate garanzie economiche e strategiche, ottenendo in cambio quote nel nuovo soggetto aeroportuale che , secondo il gruppo consiliare , sarebbero “prive di valore”. Un’operazione che, oltre a non garantire alla Regione alcun reale potere di indirizzo e controllo sulle scelte degli scali, rischierebbe di configurare un aiuto di Stato in violazione delle norme europee sulla concorrenza, esponendo la Sardegna a procedure di infrazione. E con quote prive di valore a fronte di un esborso significativo di denaro pubblico, il rischio di un’apertura di un fascicolo per danno erariale presso la Corte dei Conti diventa, nelle parole degli azzurri, concreto.
