Aeroitalia, ancora disagi: la Regione convoca la compagnia, ma cambia poco
Un’altra giornata di passione per chi doveva volare da Roma a Cagliari e il decollo delle 7 da Fiumicino non c’è stato: Aeroitalia ha cancellato nuovamente la partenza, riprotettando i passeggeri sul volo delle 9,30. Che però non è filato liscio: anziché atterrare alle 10,40, il Boeing ha toccato la pista sarda alle 11,20.
A rendere la scena quasi paradossale è stata la presenza, tra i passeggeri in attesa del volo delle 9,30, della stessa presidente Alessandra Todde. Poco dopo, l’amministratore delegato di Aeroitalia, Gaetano Intrieri, è stato convocato in Regione: prima volta che accade da quando la compagnia , che si è aggiudicata cinque tratte su sei del nuovo bando sulla Continuità territoriale, tra Cagliari, Olbia e Alghero verso Roma , gestisce i collegamenti. Il 26 giugno l’assessora ai Trasporti, Barbara Manca, aveva già diffidato formalmente la compagnia per i continui disservizi. Ma, come riscontrato anche dalla Governatrice sarda, i disagi da e per la Sardegna, sono continuati.
Ma è proprio qui che la vicenda smette di essere solo un disagio quotidiano e diventa una questione politica. Perché il “diritto alla mobilità dei sardi” era uno dei cavalli di battaglia con cui il centrosinistra si è presentato agli elettori: fine dell’insularità come condanna, collegamenti degni di un territorio normale, discontinuità netta rispetto alla gestione precedente. A due anni e mezzo di distanza, lo stato dell’arte racconta l’esatto contrario.
Una diffida a fine giugno, una convocazione a metà luglio, e nel mezzo l’ennesima sequenza di cancellazioni e ritardi: è la fotografia di una Regione che rincorre l’emergenza invece di prevenirla. Gli stessi sardi che aspettavano una discontinuità reale su sanità, aeroporti e nomine , e che dalla Corte dei Conti si sono già sentiti dire che quella discontinuità, su altri fronti, semplicemente non c’è stata , si ritrovano oggi a fare i conti con lo stesso copione anche sui cieli: promesse elettorali enfatiche, gestione emergenziale una volta che il danno è fatto.
Il problema, ancora una volta, non è che il campo largo somigli a chi l’ha preceduto sulla gestione della Continuità territoriale. È che, di fronte all’ennesimo disservizio, l’unica risposta concreta resta una convocazione in Regione , mentre i sardi continuano a perdere ore, coincidenze e giornate di lavoro per un diritto che, a parole, doveva essere già garantito.
Ma, bisogna dare ragione alla presidente Todde quando parlava di “modello di continuità non perfetto” e che i “risultati arriveranno”. Arrivano, arrivano!
