11 Marzo 2026
Cultura

Addio a Mauro Di Francesco, volto amatissimo della commedia anni ’80

Si è spento a 74 anni Mauro Di Francesco, attore e cabarettista tra i volti più amati del cinema comico italiano degli anni Ottanta. “Maurino”, come lo chiamavano gli amici, ha attraversato con leggerezza e ironia oltre mezzo secolo di spettacolo, lasciando un segno indelebile in film come Sapore di mare, Abbronzatissimi, I fichissimi e Attila, flagello di Dio.

Nato a Milano il 17 maggio 1951, figlio di una sarta teatrale e di un direttore di palcoscenico legato a Tognazzi e Vianello, Di Francesco debutta a soli cinque anni accanto al Mago Zurlì. “Ero il più giovane allievo di Strehler”, ricordava con orgoglio, “nel Gioco dei potenti interpretavo il principe di Galles”.

A 17 anni è già sul piccolo schermo come Robby nello sceneggiato Rai La Freccia Nera (1968). Negli anni Settanta si dedica al cabaret con Livia Cerini e poi entra a far parte del Gruppo Repellente, fondato da Enzo Jannacci e Beppe Viola, insieme a Abatantuono, Boldi, Faletti, Porcaro ed Ernst Thole.

La consacrazione arriva negli anni Ottanta, quando diventa uno dei simboli della commedia balneare italiana. Con Jerry Calà e Massimo Ciavarro dà vita a una galleria di personaggi spensierati e irresistibili in Sapore di mare 2 – Un anno dopo, Yesterday – Vacanze al mare, Ferragosto OK, Chewingum e Abbronzatissimi. Nel 2019 è tornato sul set, ancora accanto a Calà, per Odissea nell’ospizio, la sua ultima apparizione sul grande schermo.

Di Francesco lascia il figlio Daniele, nato dalla relazione con l’attrice francese Pascale Reynaud, conosciuta durante le riprese di Sapore d’amore. Dal 1997 era sposato con Antonella Palma di Fratianni, sua compagna di vita fino alla fine.

Nel 2010 aveva pubblicato il libro La logica del paradosso. Dopo un trapianto di fegato che lo aveva costretto a lungo lontano dalle scene, aveva raccontato con lucidità la sua rinascita: “Ho cominciato a bere a dieci anni e ho smesso a cinquantacinque. L’alcol è peggio della droga”.

foto Andreas Glöckner da Pixabay.com