16 Ottobre 2026
Sardegna

Acqua, 7 italiani su 10 preoccupati per il clima ma il 96% non sa quanta ne consuma

Sette cittadini italiani su dieci si dicono preoccupati per gli effetti del cambiamento climatico. Eppure, nel 2025, il tema perde tre posizioni ed esce dalla top-3 dei principali problemi percepiti dal Paese, superato da sicurezza e immigrazione, che tornano rispettivamente al terzo e quarto posto, mentre occupazione, economia e sanità restano tra le priorità più sentite dagli italiani.

È quanto emerge dai dati della survey condotta tra i cittadini italiani dalla Community Valore Acqua, presentati da Benedetta Brioschi, Partner e Project Leader della Community, nel corso dell’incontro “Acqua, progettare il futuro” andato in scena alla Stazione Leopolda di Firenze.

Un paradosso tutto italiano: impegno alto, consapevolezza bassa.

Sul fronte dei comportamenti individuali, l’impegno dichiarato dagli italiani è notevole: il 96% ritiene di adottare pratiche adeguate per ridurre il proprio consumo idrico, e il 57% afferma di impegnarsi costantemente in tal senso, un dato in crescita di 5,5 punti percentuali rispetto al 2024.

Ma dietro queste percentuali si nasconde un paradosso. “La consapevolezza resta molto bassa – spiega Benedetta Brioschi – il 96% dei cittadini non è in grado di quantificare i propri consumi idrici e tende a sottostimarli abbondantemente”. Un dato che stride con la realtà dei numeri: l’Italia è tra i Paesi più “idrovori” d’Europa, con 215 litri d’acqua consumati ogni giorno pro capite, contro una media continentale di 167 litri. Nonostante ciò, quasi la totalità degli italiani è convinta di consumarne meno di 60 litri al giorno.

Sul fronte delle infrastrutture, oltre la metà dei cittadini indica la costruzione di reti idriche strategiche come soluzione prioritaria per rendere le città più resilienti, ma più di 8 italiani su 10 percepiscono forti criticità nel realizzarle nella propria area di residenza.

Il clima scivola nell’agenda pubblica.

Il quadro che emerge è quello di una preoccupazione diffusa ma sempre meno centrale nel dibattito pubblico. Il rischio, avvertono gli analisti, è che il cambiamento climatico venga percepito come un’urgenza meno immediata proprio nel momento in cui i suoi effetti rendono più complessa la gestione della risorsa idrica, tra fenomeni di scarsità, eventi estremi e pressione crescente su territori, imprese e famiglie.

Secondo la Community Valore Acqua, la disponibilità dei cittadini ad adottare comportamenti virtuosi rappresenta un punto di partenza positivo, ma il divario tra percezione e realtà dei consumi dimostra quanto sia ancora necessario rafforzare la cultura dell’acqua nel Paese. Conoscere il proprio consumo idrico, sottolineano gli esperti, è la condizione indispensabile per rendere efficaci le scelte individuali e per sostenere politiche, investimenti e innovazioni lungo l’intera filiera.

“La sfida dell’acqua – conclude Brioschi – è sempre più una sfida di conoscenza, consapevolezza e priorità politiche. I cittadini italiani dimostrano attenzione e disponibilità ad agire, ma non riescono ancora a misurare il proprio impatto: senza consapevolezza dei consumi è difficile trasformare l’impegno individuale in una strategia collettiva. La Community Valore Acqua 2027 continua a perseguire l’obiettivo di portare l’acqua al centro dell’agenda del Paese, costruendo insieme ai partner le evidenze e le proposte che saranno presentate nel prossimo Libro Bianco”.

foto PublicCo da Pixabay.com