17 Luglio 2026
Europa

Accordo USA-Iran, Trump: “Firmiamo oggi”. Teheran frena: “No, nei prossimi giorni”

Donald Trump ha annunciato che l’accordo tra Stati Uniti e Iran sarà firmato domenica 14 giugno, e che immediatamente dopo la firma lo Stretto di Hormuz tornerà “aperto a tutti”. L’annuncio è arrivato tramite un post sul social Truth Social, in cui il presidente americano ha descritto il nuovo rapporto con Teheran come “molto diverso e migliore” rispetto a quello instaurato dalle precedenti amministrazioni.

“L’accordo è previsto per la firma domani – ha scritto Trump – e immediatamente dopo la sua sottoscrizione, lo Stretto di Hormuz sarà aperto a tutti”.

Il presidente ha inoltre dichiarato che l’intesa rappresenta “un muro contro le armi nucleari”, sostenendo che l’Iran avrebbe definitivamente abbandonato qualsiasi ambizione atomica: “Non vogliono più un’arma nucleare, né ne avranno una, né attraverso l’acquisto, né attraverso lo sviluppo, né attraverso qualsiasi altra forma di approvvigionamento”.

Sul destino del materiale nucleare iraniano già arricchito, Trump ha adottato toni trionfalistici, promettendo che gli Stati Uniti interverranno “al momento opportuno” per recuperare e distruggere quello che ha definito “polvere nucleare”. Ha precisato che l’operazione potrà avvenire sia sul suolo iraniano che negli Stati Uniti.

Teheran non conferma.

La risposta iraniana ha però smorzato l’entusiasmo della Casa Bianca. Il portavoce del ministero degli Esteri, Esmaeil Baghaei, ha smentito che la firma avvenga oggi, pur lasciando aperta la porta a un accordo “nei prossimi giorni”. “Il team negoziale non ha in programma di recarsi a Ginevra o altrove nei prossimi due giorni”, ha dichiarato, aggiungendo che sarà necessario attendere per conoscere la data esatta.

Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi aveva tuttavia affermato venerdì che un’intesa “non è mai stata così vicina”. Secondo i media statali iraniani, il documento in discussione potrebbe configurarsi più come un’estensione di 60 giorni del memorandum d’intesa già esistente, al fine di consentire la prosecuzione dei negoziati, piuttosto che come un accordo definitivo.

Il Pakistan come mediatore.

Il premier pakistano Shahbaz Sharif, il cui Paese ha svolto un ruolo di mediazione sin dall’armistizio dello scorso aprile, ha dichiarato che un accordo potrebbe essere finalizzato entro 24 ore, precisando che “il Pakistan si sta preparando per la firma elettronica del trattato di pace”. Secondo quanto riportato da Axios, la firma avverrebbe in forma virtuale, principalmente per ragioni logistiche.

Un’altra settimana ad alta tensione.

L’annuncio di Trump arriva al termine di una settimana segnata da bruschi cambi di direzione diplomatica. Giovedì il presidente aveva cancellato all’ultimo momento i piani di attacco contro l’Iran, salvo poi attaccare duramente i negoziatori iraniani il giorno successivo, definendoli “persone molto disoneste con cui trattare”, dopo che i termini dell’intesa erano trapelati sui media.

Trump ha concluso il suo messaggio con un avvertimento velato: “Se le cose non dovessero andare per il verso giusto, abbiamo l’alternativa definitiva , sperando di non doverla usare”.

foto The Whitehouse.gov