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Accordo UE-Mercosur, von der Leyen: “Un segnale forte per la competitività europea”. Gli agricoltori: “L’intesa non ci soddisfa”.

Con l’approvazione da parte del Consiglio dell’accordo commerciale tra Unione europea e Mercosur, l’Europa apre il 2026 con un messaggio politico ed economico chiaro: rafforzare la competitività, diversificare i rapporti commerciali e consolidare le alleanze internazionali in un contesto globale sempre più instabile. Lo ha sottolineato la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, commentando il via libera all’intesa.

Secondo von der Leyen, la decisione del Consiglio dimostra l’impegno dell’UE a creare crescita e opportunità per imprese e cittadini, riducendo al tempo stesso le dipendenze strategiche. In un mondo caratterizzato da rapporti sempre più “ostili e transazionali”, l’accordo rappresenta anche una scelta netta a favore del rafforzamento delle partnership internazionali.

La presidente ha ricordato che solo tre settimane fa, in occasione del Consiglio europeo, l’UE aveva assicurato ai partner del Mercosur la volontà di compiere un passo storico. Un impegno che, ha sottolineato, è stato mantenuto grazie al lavoro svolto con gli Stati membri e i portatori di interesse. Von der Leyen ha espresso soddisfazione per il risultato raggiunto e ha annunciato l’intenzione di firmare formalmente l’accordo sotto la presidenza paraguayana del Mercosur, appena iniziata, ringraziando anche il presidente brasiliano Luiz Inácio Lula da Silva per la leadership e la cooperazione dimostrate.

Dopo 25 anni di negoziati, l’UE e il Mercosur hanno concluso un’intesa definita «sostanziale e reciprocamente vantaggiosa», destinata a inaugurare una nuova fase nei rapporti commerciali e politici tra le due regioni. L’accordo, ha spiegato von der Leyen, testimonia la solidità delle relazioni tra Europa e America Latina e contribuirà ad avvicinare ulteriormente le due sponde dell’Atlantico.

Con l’intesa nasce un mercato integrato da circa 700 milioni di persone, destinato a diventare la più grande area di libero scambio al mondo. “La nostra risposta al resto del mondo è chiara: la partnership crea prosperità e l’apertura alimenta il progresso”, ha affermato la presidente della Commissione.

Von der Leyen ha rivendicato la capacità dell’Europa di portare avanti le proprie priorità e di onorare gli impegni presi, anche in una fase in cui commercio e dipendenze vengono sempre più spesso utilizzati come strumenti di pressione geopolitica. L’accordo con il Mercosur, ha aggiunto, dimostra che l’UE è in grado di tracciare una rotta autonoma e di proporsi come partner affidabile.

Soffermandosi sugli effetti concreti per l’Europa, la presidente ha sottolineato che l’intesa porterà benefici diretti a cittadini, imprese e Stati membri. Attualmente circa 60 mila aziende europee esportano verso i Paesi del Mercosur, e la metà di queste sono piccole e medie imprese. Grazie alla riduzione dei dazi e a procedure doganali più semplici, le aziende europee potranno risparmiare complessivamente circa 4 miliardi di euro l’anno in dazi all’esportazione e migliorare l’accesso a materie prime critiche.

Von der Leyen ha poi assicurato che le preoccupazioni del settore agricolo sono state ascoltate. L’accordo include, ha spiegato, solide misure di salvaguardia per proteggere i redditi degli agricoltori europei, insieme a un rafforzamento dei controlli sulle importazioni per garantire il rispetto delle regole. Allo stesso tempo, l’intesa apre nuove opportunità per il comparto agricolo europeo, anche grazie al riconoscimento di 350 indicazioni geografiche, un numero superiore a quello di qualsiasi altro accordo commerciale dell’UE.

Secondo le stime della Commissione, l’accordo porterà a un aumento delle esportazioni europee verso il Mercosur di quasi 50 miliardi di euro entro il 2040, mentre le esportazioni dei Paesi sudamericani verso l’UE cresceranno fino a 9 miliardi di euro. Un risultato che, ha sottolineato von der Leyen, conferma la natura “win-win” dell’intesa e il suo potenziale nel favorire investimenti europei in settori strategici.

Infine, la presidente ha rimarcato che l’accordo va oltre la dimensione commerciale. Oltre al libero scambio, crea una piattaforma strutturata di dialogo politico, destinata a rafforzare ulteriormente le relazioni tra UE e Mercosur e a migliorare il coordinamento sulle grandi questioni internazionali.

“Non vedo l’ora di recarmi in Paraguay per dare avvio a questa nuova era”, ha concluso von der Leyen, sottolineando l’importanza strategica dell’intesa per il futuro delle relazioni tra Europa e America Latina.

Critici (quasi a voler confermare l’inconsistenza delle politiche europee dalla società civile e produttiva europea sono stati gli stessi agricoltori europei.

Un mood ben rappresentato dalla Coldiretti secondo la quale, ad oggi, permangono insufficienti requisiti di reciprocità. “Il Governo italiano ha richiesto il divieto di importazione di prodotti con residui di sostanze vietate in Europa, ma ora è la Von der Leyen che deve dare risposte. La reciprocità, insieme all’obiettivo di aumentare i controlli, per Coldiretti rimane un punto essenziale che abbiamo più volte ribadito: chi vuole esportare in Europa deve rispettare gli stessi standard produttivi, ambientali e sanitari richiesti alle nostre imprese agricole”.

“Ora – proseguono – la Presidente Von der Leyen e la sua ristrettissima cerchia di tecnocrati, di cui continuiamo a non fidarci, deve tradurre in regolamenti gli impegni richiesti dall’Italia su un principio di reciprocità valido per tutti gli scambi commerciali e non solo per quelli del Mercosur. Dimostri una volta di capire le esigenze dell’economia reale, tutelando gli interessi veri dei contadini che continuano a voler produrre all’interno del continente europeo e non come altri settori produttivi che hanno preferito delocalizzare. Questo accordo, così com’è – ribadisce Coldiretti – finisce per favorire soprattutto l’industria chimica tedesca, produttrice di fitofarmaci vietati severamente in Europa, che esporta anche nei paesi del Mercosur e senza reciprocità ce li rimanda nel piatto attraverso i cibi, a discapito della salute dei cittadini consumatori europei”.