9 Agosto 2026
EuropaPolitica

Accordo commerciale UE-USA: dubbi sull’allineamento con il Green Deal europeo.

L’annuncio dell’accordo commerciale tra Stati Uniti e Unione Europea, siglato lo scorso 27 luglio dal presidente americano Donald Trump e dalla presidente della Commissione Ursula von der Leyen, solleva interrogativi sull’effettiva coerenza delle politiche energetiche e ambientali dell’UE.

L’intesa prevede l’introduzione unilaterale da parte di Washington di un dazio del 15% su buona parte delle esportazioni europee verso gli USA. In cambio, l’UE si è impegnata a investire 600 miliardi di dollari negli Stati Uniti e ad acquistare 750 miliardi di dollari in gas naturale liquefatto (GNL), petrolio e combustibili nucleari statunitensi. Un pacchetto che, secondo i critici, penalizza l’Unione sia sul piano commerciale sia su quello ambientale.

Accordo, che presenta una potenziale contraddizione con gli obiettivi climatici dell’UE: da un lato, infatti, il Green Deal europeo mira all’abbandono progressivo dei combustibili fossili e dedica il 25% dei fondi del programma Next Generation EU a iniziative legate al clima; dall’altro, l’accordo con gli Stati Uniti sembrerebbe incentivare l’importazione massiccia proprio di fonti energetiche tradizionali, inclusa l’energia nucleare, che Bruxelles non ha incluso tra le priorità di finanziamento.

Ad oggi risulta difficile comprendere come tale accordo possa conciliarsi con la strategia del Green Deal promossa dalla presidente Ursula von der Leyen, che ha comportato investimenti per miliardi di euro finanziati con risorse pubbliche europee.

Al momento, la Commissione non ha ancora fornito una risposta ufficiale. Tuttavia, all’interno delle istituzioni europee, viste le “tante azioni per l’ambiente” finanziate negli ultimi 4 anni, continua a mancare uno slancio chiarificatore circa la coerenza della strategia di cooperazione economica transatlantica con l’impegno dell’UE verso la transizione verde.

Si fa sempre più strada, dunque, l’impressione che l’accordo con gli USA costituisca un pericoloso passo indietro, motivato da logiche geopolitiche ed energetiche, anziché da reali opportunità e vantaggi per la popolazione europea.

foto Fred Guerdin European Union, 2025