17 Ottobre 2026
CulturaPolitica

Abodi lancia il “Viaggio del Ricordo”, ma le iniziative dal basso restano senza sostegno.

Il ministro per lo Sport e i Giovani, Andrea Abodi, ha presentato il progetto istituzionale “Viaggio del ricordo: giovani italiani nei luoghi dell’esodo giuliano-dalmata”, in programma dal 23 al 29 giugno, con partenza da Roma e arrivo a Trieste. Sessantacinque ragazzi tra i 18 e i 25 anni, selezionati tramite una call pubblica, prenderanno parte a questo percorso di memoria nei territori teatro di una delle pagine più controverse della storia italiana del Novecento.

“È un’occasione per visitare siti e monumenti, scoprire legami culturali con quelle terre e ricostruire una tela strappata da un’esperienza drammatica”, ha dichiarato Abodi.

Parole nobili e condivisibili, ma che sollevano un interrogativo inevitabile: perché iniziative simili, quando nascono dal basso, senza timbro ministeriale, faticano a sopravvivere o non ricevono alcun supporto? Perchè pure i valutatori – specialmente di alcune “ideologiche” agenzie europee – bocciano le iniziative a sostegno della costruzione del pensiero critico verso i fatti storici?

Mentre le istituzioni celebrano con toni solenni progetti simbolici – pur meritori – non si sostengono le realtà associative, le scuole, i gruppi di giovani e ricercatori che da anni portano avanti iniziative nel segno della promozione del ricordo dell’esodo giuliano-dalmata e dei caduti delle foibe. Esperienze che rischiano di estinguersi proprio per la cronica assenza di fondi e di attenzione politica.

L’iniziativa promossa dal ministero è certamente un passo importante, ma risuona come una vetrina se non si accompagna a un vero investimento diffuso e strutturale nella cultura storica e nella cittadinanza attiva. Se allenare le sensibilità, come dice Abodi, è un esercizio che richiede continuità, pluralismo e fiducia nei territori si stanzino, allora, risorse per sostenere le iniziative dal basso.

foto Sardegnagol riproduzione riservata