5 Marzo 2026
Sardegna

A Cagliari “volano le sedie”, ma il Comune istituisce il tavolo per il clima acustico.

Nel centro storico di Cagliari — dove, a quanto pare, le sedie possono volare liberamente senza che nessuno muova un dito — il Comune ha deciso di mettere ordine. Ma non tra tavolini e risse, compito più oneroso che spetta alla Prefettura. No, stavolta l’obiettivo è ben più nobile: migliorare il clima acustico.

È infatti partito il tavolo permanente per la gestione del rumore nelle aree della movida, convocato in pompa magna con sindaco, assessori, Regione, Città Metropolitana, ARPAS, associazioni di categoria e comitati di quartiere. Tutti uniti — almeno sulla carta — per garantire un equilibrio tra il diritto al divertimento e quello al sonno.

Peccato che, mentre si discute di “piani di risanamento acustico” e “strumenti di prevenzione condivisi”, nelle notti del centro storico il problema non siano tanto i decibel, quanto le sedie che prendono il volo, i tavolini che fanno acrobazie e un disagio giovanile sul quale nessuno vuole intervenire in modo sostanziale. D’altronde l’attuale governo della città – in perfetta linea di continuità con il passato – non ha mai mosso un dito per le politiche giovanili locali, riproponendo (con proroghe) servizi comunali fallimentari per usare un eufemismo.

Il tavolo dei buoni propositi.

Durante la riunione inaugurale — assicurano da Palazzo Bacaredda — tutti i partecipanti hanno mostrato “un atteggiamento propositivo e costruttivo”. Il sindaco Massimo Zedda ha parlato di “processo di condivisione”, mentre l’assessore Matteo Lecis Cocco Ortu ha illustrato le linee del Piano acustico e il valore strategico dello strumento per la salute dei cittadini. L’assessore Carlo Serra, invece, ha sottolineato la necessità di conciliare “qualità della vita e crescita economica” con controlli più coordinati.

Tavoli, sedie e paradossi.

Eppure, resta il paradosso: mentre si istituisce un tavolo per il rumore, nessuno sembra accorgersi di ciò che vola sopra di esso. Perché tra bottiglie, urla e risse improvvisate, i problemi della movida cagliaritana non si misurano solo in decibel.

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