14 Ottobre 2026
EuropaIn evidenza

Trump alza i toni contro l’Iran: “Aspettate di vedere cosa faremo”

Donald Trump ha lasciato intendere che gli Stati Uniti sono pronti a nuove azioni contro l’Iran. Lo ha fatto nel corso di un comizio in Alaska.

“Aspettate di vedere cosa faremo all’Iran. Faremo qualcosa di grosso”, ha dichiarato il presidente davanti ai sostenitori riuniti a Wasilla, dove ha fatto campagna per i candidati repubblicani in vista delle elezioni di metà mandato del 3 novembre.

Le dichiarazioni arrivano dopo un’indiscrezione pubblicata martedì dal sito Axios, secondo cui Trump e il premier israeliano Benjamin Netanyahu avrebbero discusso il lancio di una nuova, vasta operazione contro l’Iran prima delle elezioni nei due Paesi. Il sito cita due funzionari statunitensi e altre fonti a conoscenza del dossier, precisando che i colloqui sarebbero avvenuti prima che Trump dichiarasse pubblicamente che non avrebbe colpito Teheran prima delle elezioni di metà mandato.

La replica di Teheran.

Intanto l’ambasciatore iraniano in Russia, Kazem Jalali, ha respinto le accuse di Trump sulla possibile distruzione di città americane, definendole “del tutto infondate e irrealistiche” e “nient’altro che propaganda elettorale”. Lo riferisce l’agenzia iraniana IRNA, che cita le dichiarazioni rilasciate da Jalali.

“La dottrina militare iraniana è chiara, responsabile e basata su difesa e deterrenza”, ha affermato il diplomatico. “Non siamo mai stati noi a iniziare una guerra”.

Secondo Jalali, Trump “sembra voler eludere le proprie responsabilità durante la campagna elettorale” e intenderebbe usare questo deterrente “come pretesto per risolvere questioni di politica interna e regolare i conti con i rivali democratici”.

Nei giorni scorsi era intervenuto anche il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmaeil Baqaei, con un messaggio su X: “Per spaventare la propria gente, evocano un nemico immaginario. Il vero pericolo non si trova oltre i loro confini né nei cieli di Los Angeles e San Diego, ma in un establishment di governo che ha imposto al mondo una guerra illegale, con conseguenze globali”, ha aggiunto, ricordando che il presidente statunitense avrebbe definito la distruzione di Los Angeles e San Diego “un prezzo piccolo da pagare”.

foto whitehouse.gov