15 Marzo 2026
Europa

50 miliardi all’Ucraina, ESN: “Chi controlla i controllori?”

Cinquanta miliardi di euro destinati all’Ucraina, un organismo di controllo istituito con mesi di ritardo, rapporti tenuti nel cassetto e nessun sito web dedicato. È il quadro sollevato dall’eurodeputato polacco Stanisław Tyszka (ESN) in un’interrogazione urgente alla Commissione europea, che punta i riflettori sul Consiglio di revisione contabile dell’Ukraine Facility, il fondo europeo di sostegno a Kiev per il periodo 2024-2027.

Otto mesi senza supervisione.

Il Consiglio di revisione, istituito dal regolamento UE 2024/792 come organo indipendente preposto al controllo della regolarità dei trasferimenti, è stato formalmente deciso nel giugno 2024, ma la sua composizione non è stata finalizzata fino al febbraio 2025. Nel mezzo, otto mesi durante i quali i fondi hanno continuato a fluire verso l’Ucraina in quello che Tyszka definisce senza mezzi termini “un vuoto di supervisione”. Un arco di tempo in cui, secondo i dati disponibili, sono stati erogati miliardi di euro in assenza di qualsiasi verifica indipendente operativa.

Nessun sito, nessun rapporto pubblico.

Le domande rivolte alla Commissione sono tre e puntano al cuore del problema della trasparenza. Tyszka vuole sapere quanto è costato finora il Consiglio di revisione: retribuzioni dei membri, costi del segretariato, numero di dipendenti. Chiede poi come la Commissione giustifichi l’assenza di un sito web dedicato e il mancato rilascio pubblico del rapporto di dicembre 2025 e se quello sia l’unico rapporto prodotto dall’organismo fino ad oggi.

La terza domanda è forse la più diretta: quante irregolarità ha effettivamente individuato il Consiglio? Quante risorse male impiegate o sottratte sono state recuperate o bloccate grazie alla sua attività? In altri termini: a cosa è servito, concretamente, questo organismo di controllo?

Un’opacità difficile da giustificare.

L’interrogazione arriva in un momento in cui il dibattito sull’utilizzo dei fondi europei destinati all’Ucraina si fa sempre più acceso, con diversi governi e forze politiche che chiedono maggiore rendicontazione. La Ukraine Facility rappresenta uno degli strumenti finanziari più ingenti mai messi in campo dall’UE a sostegno di un Paese terzo, e la credibilità dell’intero meccanismo dipende in larga misura dall’efficacia e dalla visibilità dei suoi strumenti di controllo.

Che un organismo di audit da 50 miliardi non abbia un sito internet, non pubblichi i propri rapporti e non abbia ancora fornito dati misurabili sulla propria efficacia è, per Tyszka, una contraddizione insostenibile.

foto Daina Le Lardic Copyright: © European Union 2022 – Source : EP