Cookie Consent by FreePrivacyPolicy.com "Il sogno in un segno". L'autobiografia di un viaggio nell'altro continente. - Sardegnagol

“Il sogno in un segno”. L’autobiografia di un viaggio nell’altro continente.

Viaggiare alla ricerca di se stessi, in un terra lontana ricca di misticismo e contraddizioni. Così si potrebbe presentare il volume “Il sogno in un segno” della cagliaritana Lucia Cannas: un vero e proprio viaggio interiore che racconta le emozioni e sensazioni più profonde sull’esperienza vissuta in India.

Lucia, “Il sogno in un segno”, è un libro che riassume le esperienze di un anno in India. Cosa ti ha spinto nella redazione di questo volume?

La stesura del libro è avvenuta in un momento ormai lontano nel tempo. E’ stato dieci anni fa al mio rientro dall’India. Incontrai l’antropologo Bachisio Bandinu per una ricerca commissionatagli dalla Fondazione Intercultura, e, dopo aver letto i miei diari, mi confessò che erano particolarmente discorsivi e fluidi e che certamente avrei potuto scrivere un libro ad essi ispirato. Inizialmente non credetti di riuscirci, ma riga dopo riga e con un tocco di creatività e romanticismo, è nato il romanzo. Ho deciso di pubblicarlo solo ora perché alcune vicissitudini della mia vita mi hanno spinta a rendere noto il mio amore per l’India e, in generale, perché vorrei aiutare a diffondere il progetto educativo di Intercultura raccontando agli altri la mia storia.

Lucia Cannas

Nel tuo libro proponi una tua visione personale dell’India. Che idea ti sei fatta della società indiana?

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La società indiana. Sicuramente la mia visione al riguardo si è evoluta nel tempo. Da adolescente e, in particolare nel libro, c’è l’India ricca di colore e di misticità, ma anche intrisa di sfumature e di contraddizioni. Quando sono partita volevo conoscere un mondo lontano dal mio e catapultarmi in una realtà totalmente diversa e direi che l’incontro con la cultura del subcontinente indiano è stata particolarmente impattante. Gli indiani sono un popolo pacifico e ospitale, giocoso e pronto ad affrontare le avversità con il sorriso. 

“Il Segno in un sogno”, Autrice Lucia Cannas, copertina Roberta Liscia.

Tra i vari episodi de “Il sogno in un segno”, a quale ricordo sei più legata?

Il romanzo è inevitabilmente il risultato dell’incontro tra realtà e fantasia, ma ogni episodio narrato è intriso di ricordi e anche emozioni indimenticabili. Un momento che mi fa battere il cuore ogni volta che lo rileggo, è quello in cui ho scoperto il mio sentimento europeista. Quello in cui ho capito che la prospettiva in cui guardiamo il mondo è l’immagine della realtà che vogliamo vendere a noi stessi, che costruiamo attraverso le esperienze che facciamo giorno dopo giorno. Nel libro è un momento di delusione, ma anche di orgoglio e consapevolezza.

Secondo te quali sono i principali stereotipi da sfatare sui cittadini indiani? 

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Una domanda che in tanti mi hanno fatto è “Ma andavi a scuola in elefante?” E no! Ci andavo con un mezzo di trasporto molto molto affollato, e vi assicuro che per salirci ci volle coraggio e un po’ di follia, soprattutto nelle ore di punta. Parlo dei local trains di Mumbai. Una esperienza nell’esperienza. Ah, poi in tanti pensano che la cucina indiana sia super piccante, beh si, un po’ lo è, ma la definirei speziata, non piccante. Infatti, quando diciamo “curry” non identifichiamo una spezia, ma una mistura di queste che cambia a seconda del piatto da preparare.

Ci sono degli aspetti della cultura indiana poco conosciuti dagli italiani?

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La cultura indiana è notevole. E’ una esplosione di diversità e in pochi sanno che gli indiani imparano a contare fin da piccoli su ben 30 dita e non 10. In pratica contano le falangi più un extra per il pollice. E’ una modalità che poi li porta a sviluppare un’abilità di calcolo precisa e sorprendente. Per non parlare della matematica vedica, un mondo che per noi occidentali è praticamente sconosciuto.

Qual è il significato del titolo?

Facile no? Per me quell’anno è stato un sogno. Un sogno che si è realizzato e anche un sogno che ha cambiato il mio modo di pensare e mi dato delle lenti nuove per leggere il mondo. Il titolo vuole anche essere una metafora della vita. Ognuno di noi ha dei sogni e per realizzarli non può fare altro che seguire i segni che incontra nel proprio sentiero. Buona lettura!