Cookie Consent by FreePrivacyPolicy.com Matteo Adinolfi: "Allarmante aumento di sbarchi irregolari attraverso la rotta del Mediterraneo centrale". - Sardegnagol

Matteo Adinolfi: “Allarmante aumento di sbarchi irregolari attraverso la rotta del Mediterraneo centrale”.

Secondo l’eurodeputato del gruppo Identità e Democrazia, Matteo Adinolfi, nel primo semestre del 2020, secondo i dati forniti da FRONTEX, il totale di migranti arrivati in Europa in modo illegale attraverso la rotta del Mediterraneo centrale ha toccato quota 7200 (la maggior parte provenienti da Tunisia e Bangladesh) cioè l’86 % in più rispetto allo stesso periodo del 2019.

Come risaputo la Tunisia rimane il principale Paese di partenza verso l’Italia e il principale Paese di origine dei migranti arrivati in Italia nel 2020 (7961 cittadini tunisini).

“L’aumento, secondo le fonti Frontex, è in larga parte dovuto ai numeri più alti di inizio 2020: dati in netta controtendenza rispetto al resto dell’Unione Europea, che registra un calo di migranti irregolari a seguito dell’epidemia di Covid-19. Tale situazione è particolarmente allarmante per l’Italia, meta favorita per gli sbarchi, e rappresenta anche un serio pericolo per la salute dei cittadini, a causa dei continui sbarchi di persone che si rivelano positive al Covid-19 e dunque infette”.

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In risposta all’interrogazione dell’esponente di ID la Commissione europa, attraverso Ylva Johansson ha confermato il trend citato nel provvedimento di Adinolfi, affermando che “nel 2020 si è registrato un forte aumento della migrazione irregolare nel Mediterraneo centrale, principalmente dalla Libia e dalla Tunisia” come dimostrano i numeri degli ultimi anni: 19666 migranti sono arrivati in Italia e Malta, contro i 6849 arrivati nello stesso periodo del 2019.

“La Commissione – conclude Johansson – ha recentemente adottato un nuovo patto sulla migrazione e l’asilo per far fronte in modo completo ed efficiente a tutti gli aspetti legati alla migrazione e alla gestione delle frontiere e dell’asilo” aggiungendo inoltre che “non vi sono prove scientifiche di un nesso diretto tra i rischi e le conseguenze della pandemia e i flussi migratori irregolari che interessano le frontiere esterne dell’UE”.

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