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Relazioni internazionali. Le conclusioni del Consiglio europeo.

Mediterraneo orientale, Caucaso, Bielorussia e Cina sono i grandi protagonisti delle conclusioni sulle relazioni esterne, rese note nelle prime ore della mattina dal Consiglio europeo.

Come ribadito in diverse occasioni negli ultimi mesi, la Turchia resta la principale fonte di apprensione nello scenario del Mediterraneo orientale: “È nell’interesse strategico dell’UE avere un contesto stabile e sicuro nel Mediterraneo orientale e sviluppare relazioni di cooperazione reciprocamente vantaggiose con la Turchia. A tale riguardo è un requisito assoluto portare avanti il dialogo in buona fede e astenersi da azioni unilaterali che vanno contro gli interessi dell’UE e violano il diritto internazionale e i diritti sovrani degli Stati membri dell’UE”. Chiaro riferimento alle indebite attività estrattive della Turchia nelle acque territoriali cipriote e greche.

“Tutte le divergenze devono essere appianate mediante un dialogo pacifico e in conformità del diritto internazionale. In tale contesto, il Consiglio europeo ribadisce piena solidarietà a Grecia e a Cipro, la cui sovranità e i cui diritti sovrani devono essere rispettati”.

“L’UE – si legge nelle conclusioni – si compiace delle misure volte a rafforzare il clima di fiducia adottate di recente da Grecia e Turchia, nonché del proposito annunciato di riprendere i colloqui esplorativi diretti finalizzati alla delimitazione della piattaforma continentale e della zona economica esclusiva dei due Paesi”.

Nel contempo, il Consiglio europeo ha condannato le violazioni dei diritti sovrani della Repubblica di Cipro, ricordando le risoluzioni dell’UNSC (nr. 550 e 789) : “Il Consiglio europeo invita la Turchia ad astenersi in futuro da simili azioni in violazione del diritto internazionale. La delimitazione della piattaforma continentale e della zona economica esclusiva dovrebbe essere frutto di dialogo e negoziazione in buona fede, nel pieno rispetto del diritto internazionale, e chiede alla Turchia di accettare l’invito di Cipro ad avviare un dialogo per risolvere tutte le controversie relative a questioni marittime tra Turchia e Cipro”.

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Una controversia internazionale che per il Consiglio richiede l’avvio di un’apposita agenda politica: “Posto che siano sostenuti sforzi costruttivi per porre fine alle attività illegali nei confronti di Grecia e Cipro, il Consiglio europeo ha convenuto di avviare un’agenda politica positiva UE-Turchia che ponga l’enfasi sull’ammodernamento dell’unione doganale e sull’agevolazione degli scambi, sui contatti interpersonali, sui dialoghi ad alto livello e sul prosieguo della cooperazione in materia di migrazione, in linea con la dichiarazione UE-Turchia del 2016”.

Ricordando e riaffermando, tra l’altro, le sue precedenti conclusioni sulla Turchia dell’ottobre 2019, in caso di nuove azioni o provocazioni unilaterali in violazione del diritto internazionale, l’UE, ha fatto sapere il Consiglio, farà ricorso a tutti gli strumenti e le opzioni a sua disposizione, anche in conformità dell’articolo 29 del TUE e dell’articolo 215 del TFUE, al fine di difendere i propri interessi e quelli dei suoi Stati membri.

Anche i rapporti con la Cina devono essere riequilibrati a favore di una reciprocità con i Paesi UE, per il Consiglio europeo, che ha lodato il lavoro svolto negli ultimi mesi e che ha portato, lo scorso 14 settembre, alla firma dell’accordo sulle indicazioni geografiche tra UE-Cina: un primo passo verso un sostanziale bilanciamento nelle relazioni economiche.

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Un tentativo ambizioso che prevede di portare a termine entro la fine del 2020 i negoziati sull’accordo globale UE-Cina in materia di investimenti che affronti le attuali asimmetrie nell’accesso al mercato, contribuisca a condizioni di parità e stabilisca impegni significativi in materia di sviluppo sostenibile.

“Il Consiglio europeo incoraggia la Cina ad assumersi una maggiore responsabilità nella risposta alle sfide globali, in particolare adottando una più ambiziosa azione per il clima, in linea con gli obiettivi dell’accordo di Parigi, e a favore della biodiversità e sostenendo le risposte multilaterali alla pandemia di COVID-19, in particolare per quanto riguarda i trattamenti e i vaccini, l’analisi indipendente della risposta sanitaria internazionale e l’alleviamento del debito quale condizione necessaria per la ripresa dalla pandemia, soprattutto in Africa. Il Consiglio europeo accoglie con favore, quale importante passo nella giusta direzione, la dichiarazione del presidente Xi Jinping a seguito della videoconferenza dei leader, secondo cui la Cina mirerà a conseguire la neutralità carbonica prima del 2060”.

Ma la nuova cooperazione sino-europea non può basarsi soltanto sulla collaborazione economica ma, per il Consiglio, deve anche passare per la tutela dei diritti umani. Il Consiglio europeo, nelle sue conclusioni, ha infatti espresso preoccupazione per la situazione dei diritti umani in Cina, compresi gli sviluppi a Hong Kong e il trattamento delle persone appartenenti alle minoranze – tra tutti gli Uiguri e i Tibetani -, espresse in occasione del vertice UE-Cina di giugno e della riunione dei leader tenutasi il 14 settembre.

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Sulla controversa situazione politica bielorussia il Consiglio europeo ha condannato l’inaccettabile violenza da parte delle autorità bielorusse nei confronti dei manifestanti pacifici come pure le intimidazioni e gli arresti e le detenzioni arbitrari a seguito delle elezioni presidenziali, di cui non riconosce i risultati: “Il Consiglio europeo sostiene pienamente il diritto democratico del popolo bielorusso di eleggere il proprio presidente attraverso nuove elezioni libere e regolari, senza interferenze esterne. Il Consiglio europeo invita le autorità bielorusse a porre fine alla violenza e alla repressione, rilasciare tutti i detenuti e i prigionieri politici, rispettare la libertà dei media e la società civile e avviare un dialogo nazionale inclusivo”.

Il Consiglio europeo ha, inoltre, incoraggiato la Commissione europea a preparare un piano globale di sostegno economico per la Bielorussia democratica.

Sulla recente recrudescenza del conflitto in Nagorno-Karabakh, il Consiglio europeo ha chiesto la cessazione immediata delle ostilità, esortando le parti a rinnovare l’impegno a favore di un cessate il fuoco duraturo e di una risoluzione pacifica del conflitto: “La perdita di vite umane e il costo per la popolazione civile sono inaccettabili. Non ci può essere alcuna soluzione militare al conflitto né alcuna interferenza esterna. L’Azerbaigian e l’Armenia dovrebbero avviare negoziati sostanziali senza precondizioni. Il Consiglio europeo esprime il proprio sostegno ai copresidenti del gruppo di Minsk dell’OSCE e chiede all’alto rappresentante di prendere in esame ulteriori misure di sostegno dell’UE al processo di risoluzione”.

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