Cookie Consent by FreePrivacyPolicy.com Rocce Rosse Blues: Doppio appuntamento con Andrea Scanzi. - Sardegnagol

Rocce Rosse Blues: Doppio appuntamento con Andrea Scanzi.

Il festival della musica e non solo, continua e raddoppia; ultime alzate di sipario per l’edizione n. 29 di Rocce Rosse Blues che anche quest’anno ha coronato il proprio viaggio nei paesaggi della musica e dell’arte.

Sabato 19 settembre 2020 appuntamento speciale con Andrea Scanzi nella magnifica location della Stazione dell’Arte di Ulassai, il giorno dopo (domenica 20 settembre 2020) si replica a Cagliari al Teatro Massimo, 200 i posti disponibili.

spettacolo andrea scanzi
Spettacolo Andrea Scanzi, foto Carlo Galliotto/fotoclub Padova

Lo spettacolo si incentra sul Giorgio Gaber teatrale, quello che ha il coraggio di uscire dalla tv e che entra con Sandro Luporini nella storia. Tutto nasce da un’idea di Andrea Scanzi, gaberiano doc; giornalista e scrittore aretino che si è laureato ad Arezzo nel 2000 su Gaber, De André e i cantautori di quella generazione. Scanzi conosceva Gaber, che di lui amava dire: “Ma perché questo ventenne sa tutto di me?”. Se non fosse stato malato, Gaber sarebbe stato correlatore nella sua tesi di laurea.

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“Ho visto per la prima volta Giorgio Gaber nel ’91 a Fiesole ed è da allora che gli voglio bene; sono terrorizzato dall’idea che la sua memoria si perda. Il nome Gaber lo conoscono tutti, ma se vai a scavare ti accorgi che Giorgio Gaber è conosciuto solo in modo superficiale. Il Gaber più forte, quello più geniale, è spesso quello che meno si conosce. Sono convinto che Gaber e Luporini siano stati profetici almeno quanto Pasolini. In ogni loro canzone e monologo ci sono degli elementi di lucidità, profezia e forza che sono qualcosa d’incredibile. La presenza scenica, la mimica, la lucidità profetica, il gusto anarcoide per la provocazione, il coraggio (a volte brutale) di “buttare lì qualcosa” e l’avere anticipato così drammaticamente i tempi, fanno del pensiero di Gaber-Luporini, oggi più che mai, un attualissimo riferimento per personaggi della politica, dello spettacolo, della cultura, del nostro sociale quotidiano. “E pensare che c’era Giorgio Gaber” è uno spettacolo per non dimenticare un artista eccezionale. Sarà la versione aggiornata e rivisitata del mio Gaber se fosse Gaber, che ho messo in scena 150 volte. La regola è chiara: sono disponibile a portarlo in tutti quei Comuni che, oltre a mettere in scena lo spettacolo, si impegneranno a intitolare una via, una biblioteca, o cosa riterranno più opportuno, a Giorgio Gaber. Viva Gaber!”.

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