Cookie Consent by FreePrivacyPolicy.com Continuità territoriale, Antonello Peru: "La Sardegna paga la colpevole assenza di Governo e Parlamento". - Sardegnagol

Continuità territoriale, Antonello Peru: “La Sardegna paga la colpevole assenza di Governo e Parlamento”.

Oggi il consigliere regionale del gruppo Cambiamo! UDC Antonello Peru è intervenuto in risposta alle dichiarazioni del senatore del Partito Democratico, Luigi Zanda: “Il senatore Zanda oggi, in un’intervista su un quotidiano sardo, afferma testualmente che ‘la giunta regionale dovrebbe puntare i piedi sulla continuità territoriale e curare i trasporti interni’. Ricordo al senatore Zanda che chi avrebbe dovuto e dovrebbe puntare i piedi nei confronti dell’Europa per tutelare il sacrosanto diritto alla mobilità dei sardi è il Governo nazionale. Da anni subiamo i diktat della Commissione Europea che decide sulle spalle dei sardi imponendo regole che di fatto rendono impossibile poter contare su una reale continuità territoriale da e per la Sardegna. Questo ha ovviamente ripercussioni gravi sotto tutti i punti di vista, compreso ovviamente quello economico”.

Andrea Biancareddu, Antonello Peru, Giorgio Oppi, Giandomenico Gallus, foto Sardegnagol
Andrea Biancareddu, Antonello Peru, Giorgio Oppi, Giandomenico Gallus, foto Sardegnagol

“Dal Governo e dai parlamentari ci aspettiamo che questa annosa vertenza venga vissuta non come un problema dei sardi ma come una questione nazionale da risolvere facendo valere in Europa il peso di uno Stato membro. Non mi aspetto certamente che un parlamentare, tra l’altro di un partito che in questo momento è al governo, derubrichi la questione continuità territoriale ad un problema irrisolto dalla Giunta regionale. A ottobre – ha aggiunto Peru – scadrà la proroga dell’attuale regime, quindi a strettissimo giro ci troveremo di nuovo di fronte ad una vera e propria emergenza. Vorrei che da parte di tutti, ma soprattutto di chi è ora al governo, ci fosse la giusta determinazione ed il giusto impegno per imporre all’Europa di individuare una soluzione definitiva che dia il giusto riconoscimento dei diritti dei sardi. Questo almeno fino a quando non ci sarà quella auspicabile riforma federalista dello Stato che ci consentirebbe di essere padroni del nostro destino”.

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