Cookie Consent by FreePrivacyPolicy.com Giovani in agricoltura, Wojciechowski: "Maggiore flessibilità nella nuova Politica Agricola Comune" - Sardegnagol

Giovani in agricoltura, Wojciechowski: “Maggiore flessibilità nella nuova Politica Agricola Comune”

L’invecchiamento della popolazione e gli ostacoli burocratici costituiscono le principali minacce per il ricambio generazionale in agricoltura. In una recente interrogazione parlamentare l’eurodeputata Aurelia Beigneux del gruppo Identità e Democrazia, ha chiesto alla Commissione von der Leyen di rendere note le azioni previste per facilitare l’insediamento dei giovani in agricoltura.

Una questione fondamentale per lo sviluppo e la salvaguardia del settore per l’eurodeputata francese: “Oltre il 31% di tutte le aziende agricole dell’UE è gestito da agricoltori di età superiore ai 65 anni. I giovani agricoltori, nonostante le proposte avanzate dalla Commissione nel giugno 2018 compreso il rinnovo generazionale in agricoltura, rappresentano solo il 6% della comunità agricola europea”.

Per la Commissione è intervenuto Janusz Wojciechowski, Commissario europeo per l’Agricoltura: “Il rinnovo generazionale e l’agevolazione dello sviluppo del business è una delle nove priorità principali della politica agricola comune (PAC) post-2020.
La Commissione per la PAC post-2020 prevede di attribuire risorse agli Stati membri per sostenere il reddito di base e la creazione di imprese rurali per giovani agricoltori nell’ambito del Fondo europeo agricolo per le zone rurali. 
L’importo massimo di questo incentivo è di massimo 100 000 (anziché gli attuali 70 000 EUR). Inoltre, i giovani agricoltori possono beneficiare
di un’altra serie di interventi, in particolare mi riferisco al sostegno per gli investimenti, alla formazione e trasferimento delle conoscenze. Le iniziative congiunte con la Banca Europea degli Investimenti hanno arricchito la gamma di sostegno offerto dalla PAC. 
Nella futura PAC – ha proseguito il Commissario polacco – gli Stati membri avranno una maggiore flessibilità nella progettazione degli incentivi alla mobilità in agricoltura, ma dovranno esaminare l’interazione tra gli strumenti nazionali e gli interventi dell’UE e garantire la coerenza tra di essi. Inoltre, gli Stati membri avranno la possibilità di sostenere forme di cooperazione tra agricoltori che potrebbe comprendere il partenariato agricolo tra anziani e giovani generazioni di agricoltori”.

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