Cookie Consent by FreePrivacyPolicy.com La scomparsa degli under 35 dai programmi politici - Sardegnagol

La scomparsa degli under 35 dai programmi politici

Introduzione della Flat tax, rimodulazione degli scaglioni IRPEF, Reddito di Cittadinanza, cancellazione dell’IRAP, adeguamento delle pensioni minime, abolizione della Legge Fornero, uscita dal Fiscal Compact. Sono soltanto alcuni dei tormentoni elettorali che stanno animando questa fase della campagna elettorale. Ma cosa prevedono i programmi politici dei partiti sardi e italiani per le politiche giovanili?

In vista delle prossime elezioni di marzo, non essendo ancora disponibili i nomi dei candidati di spicco dei partiti in Sardegna e avendo appurato un rinnovato clima di tatticismo ed eccesso di cautele da parte delle direzioni dei principali partiti, è noto un solo dato in vista della prossima tornata elettorale; la marginale presenza della questione giovanile all’interno dei programmi politici per le elezioni 2018. Scorgendo annunci e programmi, i temi giovanili sembrano essere relegati più ai margini dell’agenda politica che al centro di essa. Non dovrebbe, perciò, stupire che la propensione al voto sia in calo soprattutto nel nuovo blocco elettorale, dai «ragazzi del ’99» richiamati dal presidente Mattarella nel suo discorso di fine anno, ai 25-29enni intrappolati nella condizione di Neet.

In Sardegna la popolazione giovanile che si recherà alle urne solo per il rinnovo della Camera dei Deputati (di età compresa tra i 18 e i 24 anni), è di circa 120000 unità, alle quali si aggiungeranno coloro che potranno votare per il rinnovo di entrambi i rami del Parlamento (Camera e Senato), ben 185000 elettori di età compresa tra 25 e 34 anni (dati ISTAT 1 gennaio 2017). Insomma, alle prossime elezioni il 17% della popolazione votante in Sardegna sarà under 35, ovvero quasi 1 elettore/elettrice su 5.

Nonostante i numeri nei programmi politici nazionali si fa fatica a mettere al centro i giovani. ll Partito Democratico di Matteo Renzi, nel suo manifesto Italia 2020, cita i «giovani» o la «questione giovanile» un totale di quattro volte, senza aggiungere ricette specifiche. Noi con Salvini, nella sua Carta dei valori, zero. Pochi cenni ai giovani anche fra le priorità dichiarate con più frequenza da Forza Italia, sul cui sito capeggiano ora un annuncio sulle pensioni. Il Movimento cinque stelle menziona la questione giovanile per un totale di quattro volte nel suo programma sul lavoro, in riferimento all’innalzamento dell’età pensionabile. Liberi e Uguali deve ancora definire un manifesto unitario, anche se alcuni suoi esponenti hanno accennato al tema dell’aumento dei salari e dell’abolizione delle tasse universitarie.

A livello regionale, in Sardegna, le direzioni dei principali partiti nazionali e sardi sul tema delle politiche giovanili hanno fatto intendere che bisogna ancora avere tempo e attendere la pubblicazione dei programmi politici. Una visione della comunicazione politica abbastanza singolare visto l’approssimarsi del voto del 4 marzo.

Sul fronte delle conseguenze politiche è facile prevedere, nel vuoto di proposte, una massiccia astensione di voto tra gli under 34. Secondo una rilevazione di Demòpolis, un istituto di ricerca, a recarsi alle urne per la prossima consultazione potrebbe essere appena il 62% degli aventi diritto. Se queste cifre saranno confermate, soltanto in Sardegna circa 150000 elettori/elettrici non si recheranno alle urne, mentre a livello nazionale ci sarà da aspettarsi la diserzione dei seggi elettorali di quasi due milioni di elettori di età compresa tra i 18 e i 24 anni e di circa 3434212 elettori tra i 25 e i 34 anni. 

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