Sardegna

1500 morti per il caldo in Europa, Greenpeace: “L’addio ai combustibili fossili non è più rinviabile”.

L’ondata di calore che ha colpito l’Europa nelle ultime settimane potrebbe aver causato fino a 1.500 decessi prematuri in dodici grandi città, tra cui Milano e Roma. È quanto emerge da un nuovo studio condotto dall’Imperial College London e dalla London School of Hygiene & Tropical Medicine, che lega direttamente l’intensità del fenomeno alle conseguenze del cambiamento climatico indotto dalle attività umane.

A lanciare l’allarme è Greenpeace Italia, che attraverso le parole di Federico Spadini, responsabile della campagna clima, punta il dito contro l’inazione politica e la persistente dipendenza dai combustibili fossili.

“Le temperature record di questo inizio estate – denuncia Spadini – stanno trasformando le nostre città in forni urbani, con il triplicarsi delle morti premature, gravi conseguenze sanitarie e difficoltà nella vita quotidiana. Questa tragedia è la diretta conseguenza dell’ostinata dipendenza da petrolio, gas e carbone. Lo studio lo dimostra chiaramente”.

Secondo l’analisi scientifica, l’impatto del riscaldamento globale è già evidente: eventi estremi come le ondate di calore sono diventati più intensi, frequenti e letali. E il prezzo, avverte Greenpeace, lo pagano soprattutto i cittadini, in termini di salute, perdita di vite umane, danni economici e devastazione degli ecosistemi.

“È il momento di agire. Serve una svolta netta verso le energie rinnovabili e un divieto immediato ai nuovi progetti fossili. Le aziende del settore devono essere chiamate a rispondere per i danni che stanno provocando con emissioni fuori controllo”, aggiunge Spadini.

Greenpeace ha inoltre promosso una petizione pubblica rivolta al governo italiano e ai partner europei, chiedendo lo stop agli investimenti in combustibili fossili e il pieno sostegno alla transizione energetica. Obiettivo: liberare risorse per costruire un sistema energetico giusto, pulito e resiliente.