Basta parlare di politiche giovanili in senso stretto. E' ora di parlare di politiche pubbliche per le nuove generazioni. Questo è il senso dell'intervista rilasciata a LabItalia dal direttore dell'Agenzia Nazionale per i Giovani , Giacomo D'Arrigo. "In riferimento ai giovani -per D'Arrigo- mi auguro che tutti i partiti e le varie coalizioni non parlino più semplicemente di 'politiche giovanili', ma di politiche pubbliche per le nuove generazioni. Basta quindi - prosegue - parlare di 'politiche giovanili' perché il recinto di queste politiche giovanili, importante forse ieri per dare visibilità e ruolo ai giovani, oggi produce esclusivamente un risultato che finisce per penalizzare proprio coloro che dovrebbe valorizzare, chiudendoli in un ghetto generazionale isolante, come a dire: 'Voi occupatevi delle politiche giovanili che al resto delle cose serie ci pensiamo noi'. 

"Ritengo che l'Agenzia nazionale per i giovani - sottolinea il direttore dell'ANG - abbia fatto un ottimo lavoro in questi anni e soprattutto nei primi suoi 10 anni di vita. La mole di lavoro è cresciuta notevolmente, segno che i giovani sono più attivi di ciò che pensiamo. Abbiamo sempre impegnato il 100% di risorse europee messe a disposizione grazie ai programmi europei, prima 'Gioventù in Azione', oggi 'Erasmus+'. Veniamo da un anno in cui abbiamo celebrato i nostri risultati frutto di un lavoro costante sul territorio a contatto quotidiano con le nuove generazioni".

Per avere un'idea dei numeri dell'ANG, il direttore D'Arrigo, parla di quanto è stato impiegato negli ultimi 10 anni. "Ben oltre 97 milioni di euro impegnati e spesi, più di 110.000 giovani coinvolti". "Un dato di non poco conto -fa notare Giacomo D'Arrigo- è relativo anche al fatto che il 21% dei partecipanti al programma ha avuto minori opportunità proprio perché Erasmus+ è un programma per tutti, che punta a coinvolgere soggetti svantaggiati. Considerato il grande potenziale espresso, mi auguro venga, a livello nazionale, potenziato, anche alla luce di futuri impegni che vedono un aumento delle risorse europee destinate ad Erasmus+ che l’Agenzia dovrà gestire e la nuova sfida legata al Corpo europeo di solidarietà".